Promuovere con Facebook, SEO per le pagine fan (slide 18)

Pubblicato da Francesco il 28 settembre 2009

Sabato e domenica ho partecipato al convegno sul Web Marketing Turistico a Pescia; l’evento è parte del progetto GT Study Days organizzato dal Forum di Giorgio Taverniti.

Domenica mattina ho avuto il piacere di fare un intervento sulla promozione con Facebook, ho cercato di dare un taglio concreto con un occhio particolare alla SEO.

Poiché mi piace parlare, ho fatto delle slide abbastanza concise per soffermarmi un po’ di più a voce. Visto che le slide su slidshare.net solo domenica pomeriggio sono state viste 115 volte, ho pensato di scrivere un post a beneficio di tutti sulla slide 18, quella relativa al SEO su Facebook.



Scegli un nome keywords-rich

Le pagine fan sono indicizzabili e il nome che deciderai di dare alla tua pagina fan comparirà nel tag title. Il tag title della pagina fan è un fattore importante per il posizionamento della stessa sui motori di ricerca, per la key che ti interessa.

La tentazione di inserire un nome generico per ottenere buone posizioni per key appetibili come “agriturismo toscana”, è forte, ma è un’azione deprecata da Facebook.

Facebook tende a disabilitare gli aggiornamenti delle pagine che non pubblicizzano marchi o personaggi, com’è successo di recente alla pagina fan della Pizza.

Un buon metodo per inserire sia il nome del brand che la keyword nel titolo della pagina fan è quello di giocare con la prossimità della parole. Ad esempio “Giorasole Agriturismo Toscana” . In questo modo la key “Agriturismo Toscana” compare, è piuttosto a sinistra e il brand è comunque presente.

Scegli una vanity url keywords-rich

Da Giugno è possibile dare alla tua pagina fan un indirizzo personalizzato. In gergo è chiamata vanity url e puoi impostarla da questo indirizzo. Facebook può bloccare l’aggiornamento delle pagine con nomi generici e comunque alcune key di primo livello non sono selezionabili, ad esempio “hotel” “rimini” o “hotel rimini” anche per scongiurare una compravendita di url all’interno di Facebook.

Le url ad ogni modo non sono trasferibili per evitare fenomeni di cybersquatting e se registrate da persone non autorizzate sono revocabili.

La scelta più sensata rimane quella di impostare una url che rappresenti il tuo brand. Attenzione: una volta che hai scelto una url non puoi più cambiarla.

Come funzionano le meta tag

A differenza di Twitter, che utilizza come descriptions dei profili le info scritte dall’utente (quelle poste sulla colonna di destra), Facebook ha descriptions generate dinamicamente.

Ad esempio la descriptions della pagina fan di Adrias Online è:

Benvenuto nella Pagina Facebook ufficiale di Adrias Online. Accedi a contenuti esclusivi ed interagisci con Adrias Online direttamente su Facebook. Iscriviti a Facebook per creare la tua pagina personale o per mantenere i contatti con i tuoi amici.

Come puoi vedere la descriptions è generica e il nome della nostra web agency è l’unico parametro che cambia: troppo poco, Facebook può ancora migliorare da questo punto di vista.

Link e keywords nel box informazioni

Sotto la foto che rappresenta la tua pagina fan c’è un box di testo personalizzabile con 250 caratteri e qualche link. Questi dati non finiranno nella descriptions, ma finiscono comunque nella parte alta del codice html.

Ottimizza quest’area inserendo una breve descrizione con le keywords più interessanti per il tuo business.

Struttura di linking interna

Per aumentare la link popularity e quindi il posizionamento delle pagine fan, Facebook fa in modo che queste vengano linkate nella sezione bassa dei profili visti dagli Spider (ovvero i profili che possiamo vedere anche noi quando non siamo loggati).

Sotto la campionatura degli amici del profilo, troviamo 4 gruppi (ad esempio: siti, servizi, musica e prodotti) con 5 link per gruppo verso le pagine fan. Se l’utente è iscritto a 21 pagine fan, sarà scartata quella con meno fans del blocco da 5 in cui si trova. Ad esempio se sono fan di 6 siti web, il mio profilo da sloggato linkerà le 5 pagine fan con più iscritti.

Si tratta di un circolo virtuoso, più fan ha una pagina e maggiore sarà la sua link popularity. Un profilo che è fan di poche pagine trasferirà ancora più valore ai pochi link che escono dal suo profilo sloggato.

Il motore di Facebook premia il pattern match

Per quanto riguarda il motore di ricerca interno a Facebook, per posizionarsi bene, il pattern match fra query e titolo della pagina è un fattore decisivo assieme al numero di iscritti, la frequenza di aggiornamento è meno incisiva.

A meno che non ci siano pagine fan con un numero di fans evidentemente superiore, in quel caso il pattern match passa anche in secondo piano.

Setta bene Indirizzo, Città, Provincia e CAP

Il targeting geografico di Facebook non avviene per indirizzo IP degli utenti o dell’amministratore della pagina fan, ma è impostato in base ai dati che inseriamo al momento dell’iscrizione o della creazione della pagina fan. E’ importante inserire correttamente Indirizzo, Cap, Provincia e Nazione, la pagina fan sarà meglio indicizzata dal motore di Facebook.

Inserisci testi e link nelle tab, compaiono con l’operatore link:

I link che inseriamo attraverso FBML in un tab specifico (tutti i tab sono indicizzabili) della pagina fan o sotto la colonna di sinistra grazie ad Extended Info, vengono segnalati da Google usando l’operatore link: .

Il fatto che siano citati nella campionatura di link che Google mostra per un determinato sito è un buon motivo per inserirli nella tua pagina.

Linka la pagina fan dal tuo sito con rel=”me”

L’attributo rel=”me” all’interno del tag a href=”" (il tag html per creare dei link) certifica che la risorsa che stai linkando appartiene al sito da cui parte il link. Il mio consiglio è di mettere quest’attributo nel link che dal tuo sito collega la pagina fan di Facbook. In questo modo aiuterai la tua pagina fan a posizionarsi nelle prime posizioni per query inerenti il tuo brand.

Mappe mentali: quando usarle e perche’

Pubblicato da Donatella il 22 settembre 2009

Cos’è una mappa mentale

La mappa mentale nasce per rappresentare in forma grafica il pensiero, le informazioni e le conoscenze. E’ uno strumento utile per organizzare idee e progetti, per stimolare la creatività, memorizzare e prendere appunti.

La mappa mentale si sviluppa su uno spazio orizzontale e seguendo una logica radiale: si parte da un centro (il nome dell’argomento, del progetto o un immagine che lo rappresenta) da cui far partire i rami contenenti le parole chiave che sintetizzano i sottoargomenti.

Ogni argomento può essere sviscerato secondo una logica gerarchica (dal ramo più grande a quelli più piccoli) e associativa (collegamenti trasversali).

Il vantaggio principale della mappa mentale è la capacità di offrire una visione d’insieme dell’argomento: grazie al foglio orizzontale abbiamo tutto davanti agli occhi, senza dover scorrere lo sguardo dall’alto in basso come quando leggiamo un testo lineare.

La struttura della mappa mentale è per sua natura dinamica. Vi è un punto di partenza preciso, centrale, che si apre a tutte le direzioni e il cervello è libero di associare idee ed elaborare pensieri correndo da un ramo all’altro, mantenendo sempre il controllo del quadro generale. Al sopraggiungere di ulteriori spunti basta inserire altre diramazioni con relative parole chiave, una per ramo, affinché ognuna possa sprigionare nuove idee a sua volta.

La mappa mentale è ricca di colori, immagini, simboli, codici, e proprio per questo stimola tutte le potenzialità creative dell’emisfero destro del cervello.

Ai tempi dell’overflow information le mappe mentali rappresentano un ottimo supporto per gestire e catalogare la grande quantità di informazioni di cui disponiamo. Ogni volta che fissiamo e organizziamo dei concetti, possiamo passare con più agilità da un argomento all’altro, senza mai perdere il filo del labirinto.

Mappe mentali fatte a mano

La mia maestra di matematica delle elementari consentiva l’uso della calcolatrice solo nel momento in cui fosse certa che sapessimo svolgere gli esercizi con la nostra mente. Prima si acquisisce il metodo, poi si usa lo strumento; era la regola che garantiva di sapere cosa stessimo facendo e perché.

Le mie prime mappe mentali le ho realizzate a mano, con foglio, matita e pastelli colorati. Solo in seguito sono diventate digitali.

Il mio consiglio è questo: se non hai dimestichezza con le mappe mentali, prima di buttarti a capofitto nell’uso di un software, prenditi un po’ di tempo per capirne la logica disegnandole a mano.

Guardare il foglio di carta bianca rilassa la mente e la libera dai vincoli. L’uso di pastelli e pennarelli colorati fa tornare un po’ bambini, ma oltre al puro piacere di “scarabocchiare”, la manualità e l’uso dei colori scatenano l’immaginazione e l’intuizione raccogliendo gli stimoli sensoriali della vista e del tatto.

Per realizzare le prime mappe può esserti utile provare a schematizzare un testo o il contenuto di un libro che hai letto di recente (o in corso di lettura), un progetto concluso o il progetto a cui stai lavorando. Suggerisco anche di copiare le mappe dei mind mappers che si trovano in rete arricchendole con i tuoi pensieri ed idee.

Quando usare le mappe manuali

La mappa mentale fatta a mano è utile sopratutto in alcune situazioni, ad esempio per prendere appunti durante riunioni, convegni, seminari.
Segnare i concetti chiave in modo radiale consente di saltare da un punto all’altro del foglio e di integrarli brevi cenni personali. La mappa favorisce l’apprendimento e la memorizzazione ed in seguito è anche bella da sfogliare per ritrovare i punti salienti dell’intervento.

La mappa manuale è utile per schizzare le prime idee di un progetto, per organizzare le attività giornaliere (io le uso molto per fissare i punti chiave di ogni nuova campagna PPC), per preparare la scaletta di una presentazione o di un testo (come ad esempio ha fatto Luisa Carrada per scrivere una presentazione aziendale).
La mappa mentale allunga la fase iniziale di progettazione, ma rende più scorrevole la fase di stesura.

La mappa manuale è utile anche durante i braistorming, i briefing aziendali e tutte quelle situazioni in cui si buttano fuori idee e si raccolgono i contributi dei partecipanti.

Se vuoi saperne di più sulle mappe mentali disegnate a mano ti rimando al blog di Roberta Buzzacchino.

Dalla mappa manuale al software

Esistono diversi software e servizi gratuiti online per realizzare mappe mentali digitali, per salvarle ed esportarle in vari formati. In questo post non recensirò i software più usati né darò consigli sui miei preferiti, mi soffermerò invece sul quando è necessario utilizzarli.

La mappa mentale digitale ha il grande vantaggio di essere chiara, ben leggibile da tutti, ordinata, pulita. E’ preferibile ogni qualvolta si deve realizzare una mappa mentale da mostrare e condividere con altre persone.
Ad esempio la mappa finale di un progetto, le fasi di un processo, le attività da svolgere nel lungo periodo. Ma è ottima anche per argomenti potenzialmente infiniti, dove siamo sempre in tempo ad aggiungere un nuovo ramo e a spostare i precedenti per creare spazio e allargare la mappa.
La mappa digitale è ottima per condividere conoscenze e per progetti collaborativi a distanza. E’ bella da pubblicare online ed è professionale quando viene allegata come sintesi a testi lineari.

Tutti i possibili usi delle mappe mentali

In questo post ho citato solo alcuni degli utilizzi possibili delle mappe mentali, ma se vuoi saperne di più, ti lascio con i 100 modi di usare le mappe mentali di Paul Foreman.

ps: ovviamente anche il post che hai appena letto è stato preparato con il supporto di una mappa mentale :D

Pubblicato in Web Consulting

Utilizzare Liquida come keywords suggestion tool

Pubblicato da Francesco il 14 settembre 2009

Studio parole chiave

Sapere che cos’è lo studio delle parole chiave, in ambito di Search Marketing, è un dovere di ogni professionista del web. Non dare per scontato nulla è una buona regola per tutti i bloggers.

Cercherò di darti un’idea di massima su cos’è che è lo studio delle parole chiave, per gli approfondimenti ti rimando ad altre fonti.

Lo studio delle keywords è un’attività preliminare a qualsiasi intervento operativo di Web Marketing. Pensare che ogni cosa abbia un solo nome è un’utopia applicabile solo ai record di un database. Cercare di capire che richiesta digitano sul motore di ricerca gli utenti, quando hanno in testa un’esigenza, è l’obbiettivo a cui tendono sia il SEO che il Keywords Advertiser.

Ad esempio focalizzare il lavoro di posizionamento sulla key “Last Minute” ignorando “Lastminute”, è un’errore che ti costerebbe diversi visitatori potenziali al giorno. Potresti evitare ciò solo attraverso un’analisi delle keywords.

Esistono diversi tool on line che aiutano in questo genere di attività, l’unico modo davvero deprecato è il classico “io cercherei in questo modo”. Dimentica le tue convinzioni, armati del Rasoio di Occam e riscrivi tutto quello che sai, partendo dalle basi, di un determinato argomento: avrai delle sorprese.

I Tool

Il tool per eccellenza, quello più amato perchè restituiva dei numeri precisi mese per mese, era quello fornito da Overture. Oggi ti puoi consolare con il tool fornito da SeoBook o con l’Adwords External Tool di Google.

Per i SEO, attenti a portare traffico qualificato cercando keywords molto gettonate a bassa competitività, un buon strumento rimane Keyword Fisher.

Keyword Fisher, scaricabile gratuitamente, espande la query di interesse, mettendo in luce le key con il miglior rapporto volume di ricerca/competitor.

Liquida

Liquida è un progetto del gruppo Banzai, forse uno dei progetti più eccitanti dell’ultimo anno per quel che riguarda il web nostrano.

Ora non so proprio come dovrei spiegarti che cos’è Liquida senza usare la parola aggregatore (Liquida non ama essere definita un aggregatore). Di fatto però su Liquida puoi leggere estratti dei posti di alcuni autorevoli blog italiani. Liquida aggrega, indicizza, organizza cita i blog e spesso dai topic più importanti crea degli url che vengono indicizzati da Google.

Sfruttare Liquida per avere una lista di Keyword pertinenti

Capita spesso di trovare url di Liquida ben indicizzati in serp, anche per key mediamente competitive. Questa peculiarità di Liquida di “sfruttare” gli argomenti più cercati, per creare contenuti interessanti e piazzarli in serp, può essere utilizzata per conoscere in tempo reale le key interessanti in un dato momento in Italia.

Di seguito ti propongo alcune query esemplificative che ti aiuteranno a capire di cosa sto parlando. A proposito di Rimini, ecco cosa cercano gli italiani:

Con la combinazione degli operatori site: e allinurl: è possibile vedere tutti gli url di liquida.it che contengono le key Rimini:
esempio

Attivando SEOQuake o SEOFirefox e impostando a 100 i risultati della serp, è possibile ordinare le pagine per Page Rank o per link in ingresso, ad esempio la pagina /manifestazioni-rimini/ e /lungomare-rimini/ hanno dei link.

Sempre con la combinazione site: e allinurl: è possibile specificare 2 keywords:
esempio

Si può ottenere una serp analoga prendendo in considerazione il tag title con l’operatore allintitle:
esempio

E’ possibile anche utilizzare la tilde in combinazione con gli operatori allintitle: e site:, il modo migliore per utilizzare la tilde è quello di interrogare i database di Google, ma qualcuno potrà ugualmente trarre qualche spunto da questo:
esempio

Nessun articolo risponde ai criteri di ricerca impostati.

 

 

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