Consigli e idee per scrivere… e per leggere

Pubblicato da Donatella il 26 novembre 2009

Schematizzare un testo
Oggi parleremo di scrittura e di lettura. O meglio, di come organizzare le idee prima di scrivere per evitare il blocco da foglio bianco e poi di come riassumere il contenuto di un testo in modo utile.
Giorno dopo giorno siamo sommersi di informazioni sia sul web che sul cartaceo; informazioni utili, preziose, che spesso non riusciamo ad utilizzare perché dopo averle lette si disperdono. La capacità di schematizzare un testo non è importante solo per gli studenti universitari, ma riguarda anche tutti coloro che navigano e scrivono sul web.

Scrivere: raccogliere idee e riempire il foglio

Devi scrivere il testo di una pagina web, un post per il blog, una relazione?
Qualunque sia l’obbiettivo il problema a monte è sempre lo stesso: come raccogliere e organizzare le idee?
Di metodi per vincere il blocco iniziale ce ne sono molti, mi limiterò a suggerire i miei preferiti e sopratutto a dirti cosa non fare: la scaletta.

La scaletta va bene quando devi mettere in ordine degli argomenti circoscritti, conosciuti, ma non è un buon mezzo per raccogliere idee e produrne altre.
La scaletta ti costringe ad ordinare gerarchicamente le idee man mano che vi vengono in mente: dovrai fare il doppio sforzo di pensare agli argomenti e nello stesso tempo a come ordinarli uno dopo l’altro.
Molto meglio utilizzare metodi che lasciano più libertà alle capacità associative dell’emisfero destro del cervello.
I miei due preferiti sono il clustering e le mappe mentali.

Il clustering
Il clustering è una tecnica molto semplice: scrivi al centro del foglio il nome dell’idea o del prodotto, poi gli disegni intorno un cerchietto. Partendo dalla parola centrale puoi lasciarti andare all’ispirazione e iniziare a scrivere intorno al primo cerchio tutte le idee che ti vengono in mente, riassumendole in una o più parole. Ogni idea verrà racchiusa a sua volta in un nuovo cerchietto.
Quando la carrellata dei pensieri giungerà al colmo, potrai iniziare a scovare i collegamenti trai vari cerchietti e a ordinarli in base all’importanza. E’ questo il momento per costruire una scaletta ordinata e precisa.

Se ad esempio devi scrivere il testo per la pagina Servizi di un Hotel, nel centro del foglio scriverai “Servizi”, poi man mano aggiungerai tutti i servizi che ti vengono in mente senza nessun ordine o relazione. Solo quando li avrai tutti davanti agli occhi potrai decidere quali enfatizzare all’inizio del testo e quali relegare nelle ultime righe.

Un consiglio: una buona tecnica per ordinare le informazioni è quella della piramide rovesciata (in alto le informazioni più importanti, in basso quelle di contorno).

Le Mappe Mentali
Le mappe sono davvero un ottimo metodo per stimolare associazioni di pensiero, immaginazione e per connettere le idee ad altre idee.
Una mappa mentale ha anch’essa un centro, con l’argomento principale, e poi una serie di rami che si sviluppano in modo gerarchico, dove ogni ramo da il via ad altri rami e quindi ad altre possibili associazioni di pensiero. Le mappe, nonostante la struttura gerarchica, sono molto più libere rispetto alla scaletta, in quanto consentono di saltare da un punto all’altro del foglio per aggiungere nuovi rami e idee.

Ad esempio potrai usare una mappa per organizzare i contenuti all’interno del tuo sito. Al centro metterai l’Home Page, sui rami principali le pagine più importanti (se si tratta del sito di un Hotel metterai i Servizi, le Camere, il Listino, etc) e poi distribuirai le informazioni inerenti ogni servizio sugli altri rami.

Se vuoi saperne di più ti rimando al post in cui parlo di come e quando usare una mappa mentale.

Usa i post-it, il blocco note, il taccuino
Ma se le idee arrivano nel momento più inaspettato, mentre sto facendo altro? ben venga.
Anzi, quando ci si sente bloccati è utile svagarsi e impegnarsi in altre attività per poi tornare a scrivere più rilassati. Ricordati però che quando sopraggiunge uno spunto per il testo non bisogna perderlo.

Armati dunque di post-it per fermare i pensieri e utilizzarli quando tornerai al lavoro. Oppure, se trovi nuovi spunti navigando, apri un documento di testo e via di copia-incolla. Se ti trovi per strada, fai in modo di avere sempre in tasca un taccuino e una penna.

L’importante è non perdere mai le buone idee che sopraggiungono nei momenti più disparati: il carpe diem è il motto di ogni scrittore.

Dopo la raccolta, la semina
Hai raccolto e organizzato le idee, adesso tocca mettersi di fronte al foglio bianco e iniziare a scrivere.
Ma a volte scrivere è difficile anche per chi sa cosa dire.
Come iniziare? che parole usare? E una volta partito eccoti subito a correggere la forma, a modificare la punteggiatura e le parole.
Il mio consiglio è quello di buttarti a capofitto. Mettiti di fronte il foglio dove hai appuntato le idee e inizia a parlarne, senza preoccuparti dell’ortografia, della correttezza grammaticale, delle parole scelte. Questo metodo, chiamato free-writing, ti invita alla scrittura veloce, senza troppi pensieri. Butta fuori il testo scrivendo a capofitto fino a quando non arrivi all’ultimo degli argomenti.
Per le correzioni ci sarà tempo. Bisogna rimandare il lavoro del lato razionale del cervello alla rilettura.

Rileggere
E’ qui che arriva il vero lavoro duro (di solito invece è il più sottovalutato).
Il momento in cui rileggi è molto importante e di solito vale la pena rileggere anche più volte. E’ in questa fase che dovrai snellire il testo, alleggerirlo, editare intere frasi e periodi, perdere tempo per scegliere le parole più indicate, verificare la scorrevolezza e la leggibilità.

Leggere, capire e usare

Dopo tante parole sullo scrivere mi avvio alla chiusura del post con qualche cenno sul leggere.
Ci piace tenerci informati: leggiamo libri su come migliorare il nostro lavoro, articoli e pdf sul web, consigli utili, informazioni preziose, salviamo un link o un ritaglio di giornale, e poi? quanto riusciremo effettivamente ad utilizzare ciò che abbiamo letto?
Sia che si tratti di un libro corposo, sia che si tratti di un post di un blog, il mio consiglio è quello di schematizzare i concetti principali per recuperare i punti salienti del contenuto anche a distanza di tempo.

Io trovo ottimo tenere un quaderno di lavoro dove raccolgo schemi e mappe mentali contenenti informazioni utili per la mia attività quotidiana, divisi per argomento.

Come schematizzare un testo
Schematizzare non vuol dire riassume. Ciò che dobbiamo fare non è accorciare le frasi e dire le stesse cose con meno parole, ma prendere i concetti principali, i collegamenti, i consigli pratici e rappresentarli graficamente in modo che risultino comprensibili a colpo d’occhio.

Ecco un buon metodo per schematizzare un testo:
- leggete il testo una prima volta senza sottolineare nulla;
- la seconda volta evidenziate i concetti principali, almeno uno per ogni sequenza (un ottimo metodo è chiedersi sempre: a quale domanda risponde questo paragrafo?);
- poi individuate le connessioni tra le informazioni principali (succede questo perché? a cosa è dovuto ciò?);
- infine sintetizzate le informazioni e riportatele in uno schema.

Per schematizzare si possono usare vari espedienti grafici: timeline, tabelle, mappe concettuali e mappe mentali, istogrammi, diagrammi di flusso.
L’Infografica (l’organizzazione e rappresentazione dei dati in forma grafica) è sempre più utilizzata sul web per alleggerire i testi e semplificare argomenti complessi: è il caso che iniziamo ad usarla (in modo un po’ spartano) anche per il nostro lavoro.

Pubblicato in Copywriting

Yes, We Bing!

Pubblicato da Claudio il 19 novembre 2009

Come promesso, in questa seconda parte dell’approfondimento sul motore di ricerca Bing, vi propongo un analisi di quelli che sembrano essere i principali fattori SEO che potrebbero influenzare positivamente il posizionamento su Bing.

Ovviamente chi si occupa di SEO sa benissimo che questo lavoro non si riduce ad una semplice lista di cose da fare. Mi sono limitato ad osservare alcune differenze (alcune eclatanti) e ho tentato di costruirci sopra delle ipotesi. Questo non è un test, ma solo una raccolta di dati seguita da una analisi.

Per cercare di spiegare e di rendere ancora più credibili le tesi proposte ho realizzato un confronto diretto tra le SERP relative alla keyword “web agency” monitorando gli elementi SEO principali delle pagine web posizionate in prima posizione su Google.it, Bing.it e Bing.com.

Perché questo triplice confronto?

La scelta di andare ad effettuare un confronto a tre è dovuta al fatto che come già detto in precedenza Bing.it ancora è in fase Beta e non è ancora completamente ottimizzato per comprendere a pieno l’analisi logica italiana dei termini ricercata e quindi presenta sicuramente delle differenze rispetto alla versione statunitense.

Come è possibile vedere dalla tabella la ricerca ha dato tre risultati differenti in prima pagina e confrontando i principali valori analizzati è possibile trarre alcune conclusioni.
(Per l’analisi delle variabili sono stati utilizzati i SEO Tools messi a disposizione da www.gorank.com.)

Ciò che si nota immediatamente è che Bing.it ancora utilizza dei criteri simili a quelli che vengono utilizzati da Google mentre per Bing.com già si possono identificare alcune importanti differenze che interessano da vicino l’attività di SEO.

Fattori On Page

Le differenze che attirano di più l’attenzione invece, riguardano invece la rilevanza e l’ottimizzazione dei link e la distribuzione della keyword all’interno della pagina.
Come si nota, Bing.com attribuisce un maggior valore alla pagina web che pur avendo una keyword non troppo “inflazionata” (densità 1,7%) risulta molto meglio distribuita nelle aree più importanti della pagina, come Title, Description H1 e H2, in modo da evidenziare la parola chiave sia per gli utenti che per i motori di ricerca (prominenza 70.36%).

La Link Popularity secondo Bing

Per quello che riguarda la link popularity invece, si nota immediatamente la grande differenza tra Google e Bing.it rispetto a Bing.com e all’importanza data ai link sia in termini di numeri assoluti (63.452 per Google e “solo” 384 per Bing.com), sia relativamente alle ancore utilizzate.
Google e Bing.it presentano almeno la metà dei link ottimizzati, con anchor text comprendente la keyword “web agency” mentre nel caso di Bing.com la parola chiave nel link è presente solo in meno di un terzo dei casi.

Questo sta ad indicare come Bing.com ponga maggiore enfasi alla grammatica e alla struttura logica dei link, premiando la varietà di più ancore differenti negli inbound link, valutandoli differentemente rispetto a Google; per farla breve, con Bing i link, meglio pochi ma grammaticamente corretti.

SEO Bing Tips&Trick

In conclusione posso consigliarvi alcuni Tips&Trick da tenere conto per il vostro posizionamento su Bing per cercare di essere pronti in ottica SEO quando anche la versione italiana del motore diverrà completamente operativa.

- Presenza delle principali keywords nel Title della pagina;
- L’età del dominio, in quanto Bing attribuisce a questo fattore una notevole importanza;
- Presenza di molti link in entrata (in accordo con Google) ma anche la possibilità di avere molti link in uscita senza rischiare di essere penalizzati;
- Molta attenzione alla keyword prominence;
- Monitoraggio costante dei link inseriti nella pagina e dei link in entrata.

To Bing or not To Bing

Pubblicato da Claudio il 10 novembre 2009

Bing Search Engine

Il 3 giugno 2009 potrebbe diventare presto una data storica, che ha visto il lancio di Bing, un  nuovo motore di ricerca. Bing si propone al mondo del web come la valida alternativa all’ormai incontrastato strapotere di Google nel settore dei search engine.
Nato come Kumo e successivamente diventato Bing in seguito all’acquisizione da parte di Microsoft, il nuovo motore ha ottenuto subito un grande successo, guadagnandosi anche importanti quote di mercato.

Bing vs. Google

Ma per quale motivo Bing ha già ottenuto tutto questo successo? La principale risposta la si può trovare nella definizione data dai suoi creatori che non ritengono Bing un “search engine” ma piuttosto un “decision engine”, un motore di decisioni.

L’obiettivo del nuovo concorrente di Google è infatti quello di offrire una soluzione differente in grado di comprendere il senso della frase ricercata, interpretandola e dando risultati ancora più pertinenti.
L’evoluzione del motore si è avuta grazie agli studi e alle ricerche di Lorenzo Thione (a cui Wired ha dedicato l’ultima copertina), nato a Como ma che da anni vive negli USA per far fruttare al meglio i suoi studi sull’interpretazione delle stringhe di ricerca e sulla linguistica computazionale.

Il progetto è ambizioso e potrebbe veramente significare una importante svolta nel mondo dei motori di ricerca, tanto che pure Microsoft ha deciso di sostituire il suo “Live Search” con Bing a fronte di un investimento sull’ordine dei 100 milioni di dollari.

Attualmente Bing è operativo al 100% solo per la lingua inglese ma a breve è prevista la messa on line della versione definitiva anche nelle altre principali lingue.
Nonostante questo dal giorno del suo lancio ufficiale, Bing ha guadagnato in maniera costante rilevanti quote di mercato raggiungendo circa il 9%, mentre le quote degli altri principali motori sono rimaste invariate (Google 65%) oppure hanno subito un calo (Yahoo! 18.8%).

Un esempio pratico

Prendendo come esempio pratico uno dei nostri portali è possibile già comprendere quelle che sono le potenzialità del nuovo motore.  Con la keyword “Hotel Abano” il nostro portale è posizionato in tutte le prime pagine dei principali motori e l’analisi delle SERP e dell’Analytics ci fornisce dati attendibili ed interessanti.

Considerando un lasso di tempo di 30 giorni il sito ha ottenuto visite dai motori di ricerca che hanno prodotto un tempo medio sul sito di 02:49 minuti e una frequenza di rimbalzo pari al 29,26%.
Su Google il sito è posizionato in nona posizione e questo risultato ha prodotto l’83,18% delle visite totali con 02:26 minuti di permanenza sul sito (inferiore alla media del sito) e una frequenza di rimbalzo pari a 31,91%.
Yahoo! posiziona il nostro sito in prima posizione ma nonostante ciò le visite portate sono il 4,42% con 01:47 minuti di permanenza ed un bounce rate del 20%.
Bing invece restituisce il nostro portale in terza posizione e ha portato l’ 7,1% delle visite con 05:04 minuti di permanenza ed una frequenza di rimbalzo del 12,5%.

Dai dati si può subito notare come già un posizionamento inferiore su Bing produca risultati più positivi rispetto ad un posizionamento ottimale su Yahoo! portando sul nostro sito un numero di visitatori pari a circa il 9% di quelli provenienti da Google.
Il confronto con il colosso Google è ancora impossibile ma questi numeri, seppure semplificativi, rispecchiando il trend generale del settore dei search engine, sottolineando già l’importanza di essere ben posizionati anche su Bing.

Come Bing può aiutare il tuo sito?

I dati sopra citati mostrano come Bing porti con se una percentuale di visitatori già rilevante. Se il tuo sito ha un bacino di mille visitatori, un buon posizionamento anche su Bing può portartene altri cento in più, il che a mio avviso non è per nulla trascurabile.

Inoltre non è da sottovalutare l’eredità che Live Search ha lasciato al nuovo motore, rendendolo di fatto come uno dei punti di riferimento per il target giovani e adolescenti, che ancora oggi utilizzano i servizi ed i blog (fra i tanti MSN e Live Spaces) che avevano integrato il vecchio motore di Microsoft oggi sostituito da Bing.

Di conseguenza il mio consiglio è quello di controllare subito il posizionamento su Bing in relazione alle tue keyword principali ed iniziare a considerare Bing come uno dei principali canali online.

SEO per Bing

Se vuoi migliorare la tua presenza su Bing non perderti la seconda parte dell’analisi di Bing, perché ti proporrò alcune delle principali tecniche SEO per ottenere un ottimo posizionamento anche sul nuovo motore di casa Microsoft.

Il 3 giugno 2009 potrebbe diventare presto una data storica, che ha visto il lancio di Bing, il nuovo motore di ricerca che si propone come

valida alternativa all’ormai incontrastato strapotere di Google nel settore dei search engine.
Nato come Kumo e successivamente diventato Bing in seguito all’acquisizione da parte di Microsoft, il nuovo motore ha ottenuto subito un grande successo, guadagnandosi anche importanti quote di mercato.

Ma per quale motivo Bing ha già ottenuto tutto questo successo? La principale risposta la si può identificare nella definizione data dai suoi

creatori che non definiscono Bing come un “search engine” ma piuttoste un “decision engine”, un motore di decisioni.
L’obiettivo del nuovo concorrente di Google è infatti quello di offrire una soluzione differente in grado di comprendere il senso della frase

ricercata, interpretandola e dando risultati ancora più pertinenti.
L’evoluzione del motore si è avuta grazie agli studi e alle ricerche di Lorenzo Thione, nato a Como ma da anni vive negli USA per far

fruttare al meglio i suoi studi sull’intepretazione delle stringhe di ricerca e sulla linguistica computazionale.

Il progetto è amibizioso e potrebbe veramente significare una importante svolta nel mondo dei motori di ricerca, tanto che pure Microsoft ha

deciso di sostituire il suo ormai obsoleto “Live Search” con Bing a fronte di un investimento sull’ordine dei 100 milioni di dollari.
Attualmente Bing è operativo al 100% solo per la lingua inglese ma a breve è prevista la messa on line della versione definitiva anche nelle

altre principali lingue. In Italia è on line la versione Beta ma nonostante questo dal giorno del suo lancio ufficiale, Bing ha guadagnato in

maniera costante rilevanti quote di mercato raggiungendo circa il 9%, mentre le quote degli altri principali motori sono rimaste invariate

(Google 65%) oppure hanno subito un calo (Yahoo! 18.8%).

Prendendo come esempio pratico un portale del nostro network, www.hotelabano.net ed analizzando i dati relativi alla keyword “Hotel Abano” è

possibile già comprendere quelle che sono le potenzialità del nuovo motore anche se in Italia è ancora presente solo la versione Beta.

Considerando un lasso di tempo di 30 giorni il sito ha ottenuto 113 visite dai motori di ricerca che hanno prodotto un tempo medio sul sito

di 02:49 minuti e una frequenza di rimbalzo pari al 29,26%.
Su Google il sito è posizionato in nona posizione e questo suo posizionamento ha prodotto 94 visite con 02:26 minuti di permanenza sul sito e

una frequenza di rimbalzo pari a 31,91%.
Yahoo! posizione il nostro sito in prima posizione ma nonostante ciò le visite portate sono 5 con 01:47 minuti di permanenza ed un bounce

rate del 20%.
Bing invece restituisce il nostro portale in terza posizione e ha portato 8 visite con 05:04 minuti di permanenza ed una frequenza di

rimbalzo del 12,5%.

Dai dati si può subito notare come già un posizionamento inferiore su Bing produca risultati più positivi rispetto ad un posizionamento

ottimale su Yahoo! portando sul nostro sito un numero di visitatori pari a circa il 9% di quelli provenienti da Google.
Il confronto con il colosso Google è ancora impossibile ma questi numeri, seppure semplificativi, rispecchiando il trend generale del settore

dei search engine, sottolineando già l’importanza di essere ben posizionati anche su Bing.

Non perderti la seconda parte dell’analisi di Bing, perchè ti proporrò alcune delle principali tecniche SEO per ottenere un ottimo

posizionamento anche sul nuovo motore di casa Microsoft.

Studio delle keywords: come farlo e perche’

Pubblicato da Federica il 5 novembre 2009

Studio delle keywords

Lo studio delle keywords è il primo passo da compiere se vuoi  intraprendere un’azione di visibilità per il tuo progetto web.

Dare poca attenzione allo studio delle parole chiave comporta una perdita di tempo e una spiacevole mancanza di risultati nell’intero progetto. Lo studio delle keywords infatti è importante anche per il ppc, dove un set di key poco idoneo potrebbe significare meno visite e meno targettizzate.

Organizzare le keywords, parole da collocare

Dividere le parole chiave. Il modo migliore per organizzare tutte le keywords trovate è quello di metterle in ordine per tema all’interno di un foglio excel. Dividendo il foglio in tre colonne verticali puoi utilizzare le celle per le parole inserendo di fianco anche il volume di ricerca mensile globale, che è molto facile da trovare soprattutto con Google Adwords Keyword Tool.

A questo punto puoi dare a ogni categoria di parole un diverso titolo. All’interno della sezione alloggio si troveranno le keywords quali hotel, hotels, albergo, alloggi economici e tante altre. Ogni ricerca delle parole chiave può essere fatta in modo molto minuzioso, più è specifico l’argomento e quindi anche le keywords da cercare, più la ricerca sarà orientata a trovare le parole migliori per il posizionamento del sito.

Per approfondire l’argomento e inserire nel tuo excel anche dei punteggi sulla competitività in ottica SEO ti consiglio questo post di Maurizio Petrone.

3 tipologie di strumenti da integrare

Soprattutto ai SEO interesserà conoscere le keywords con un rapporto competitività/traffico migliore rispetto ad altre. Cioè quelle parole che hanno un alto volume di ricerca da parte degli utenti ma una bassa competitività in SERP. Per farlo si può utilizzare, fra gli altri Keywords Fisher che suggerisce le key con il miglior rapporto tra volume di ricerca e competitor ed è scaricabile in modo gratuito.

Per espandere semanticamente la query, si possono utilizzare diversi tools, oltre alla più tradizionale tilde (~). Trovo interessanti KWmap e Wonder Wheel di Google, il quale al momento è disponibile solo tra le Options della versione inglese del motore di ricerca.

Infine Google Insights permette di stabilire la parola più ricercata relativamente ad una nostra selezione e anche come varia in base ai paesi o alle regioni che ti interessano.

Ricavare suggerimenti dalla Web Analysis

Le parole chiave non si trovano solo nello studio iniziale delle keywords, ma possono emergere anche a progetto già avviato. Se ti avvali di uno strumento di web analysis come Google Analytics puoi ricavare dei dati qualitativi sulle keywords di ingresso dai motori di ricerca.

Ad esempio l’analisi dei report generati da un software di Web Analytics, ti consente di sapere di una determinata keyword, sui cui hai investito in SEO o PPC, che genere di visite porta. Quanto si sofferma l’utente che è entrato tramite quella key, se compila qualche form o se si converte da prospect in tuo cliente.
Scoprirai allora che alcune keys che avevi individuato dal tuo studio preliminare erano azzeccate, altre ti portano traffico di poca qualità e finirai per trovare delle keys ottime a cui non avevi prestato sufficiente attenzione.

Dove inserire la keywords

A questo punto è davvero facile identificare le parole chiave più adatte al posizionamento o al Keywords Advertising del tuo sito. Scrivere con naturalezza i testi e i meta tag, inserendovi le parole del tuo set di keywords più cercate dagli utenti e nello stesso tempo più proficue per il tuo business, diventerà davvero semplice.

Attenzione però, l’errore comune è quello di inserire troppe key nel testo; devi mantenere la frequncy e la density entro dei livelli ragionevoli perchè Google è molto severo e penalizza chi fa del keywords stuffing. Ti consiglio piuttosto di giocare sui fattori di prominence e proximity delle keywords.

L’esperienza insegna

Nello studio delle parole chiave che sto conducendo al momento ho notato diverse cose interessanti. Innanzitutto che esistono parole molto cercate dagli utenti e di cui nessuno si occupa, il che vuol dire aver una maggior probabilità di visibilità con un minor investimento nella SEO o nel CPC.

Tra gli esempi è importante sapere che in Italia e in pochi altri paesi europei la parola week end è maggiormente cercata in questo modo, in altri paesi, tra i quali la Spagna, l’Inghilterra e la Germania si scrive weekend.

E ancora, a maggio molti ancora cercano Fiera del Fitness Rimini o Festival del Fitness Rimini, nonostante questa non si svolga più a Rimini già da diverso tempo (e non in maggio). Mentre a Rimini è rimasto il Rimini Wellness (meno focalizzato sul fitness e più sul benessere). Se hai un hotel a Rimini e vuoi promuoverlo, in maggio ti consiglio di pensare anche alle key “Fiera del Fitess” e “Festival del Fitness”.

Trai vantaggio dagli errori di battitura

A proposito di Fitness, sapevi che molte ricerche sui motori, relative a questa key vengono fatte senza una “s”? Proprio così, molti cercano, ad esempio “hotel con attrezzature fitnes”, ecco perchè non è da escludere la possibilità di inserire nel set di key anche degli errori di battitura, i cosiddetti mispelling.

Nessun articolo risponde ai criteri di ricerca impostati.

 

 
 
 

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