Hotel e Twitter: connubio perfetto

Pubblicato da Federica il 15 febbraio 2010

Scegliere e acquistare le proprie vacanze online oggi è diventata una pratica sempre più diffusa, tanto che risulta essere tra i primi posti delle attività degli utenti sul web. Per raggiungere questi utenti, che spesso si informano proprio negli ambienti lavorativi durante le ore di ufficio, quindi di tutte le età, è necessario adattare le proprie offerte cambiando i mezzi di promozione.

Twitter oltre al blog e al sito dell’hotel è un importante strumento di condivisione e promozione per il turismo che può essere usato in modo semplice. Questo servizio di microblogging consente di scrivere ogni volta 140 caratteri per far conoscere ai propri followers le novità dell’hotel, tenerli aggiornati sugli eventi della località e offrire sconti e promozioni riservati ai clienti.

Attivare e seguire un account di twitter non è difficile e non richiede grandi competenze ma ci sono cose che è necessario sapere, soprattutto se vuoi aprire un account riservato all’hotel senza correre il rischio che venga associato al tuo account personale. Molto spesso chi cerca un hotel apprezza molto le twittate personali dell’albergatore che mette del proprio nella gestione dell’account twitter. Occorre però fare attenzione perché sbagliare o commettere errori in questo caso è facilissimo, informarsi o servirsi di un servizio di monitoraggio è la prima cosa da fare.

Cosa non devi fare

Tra le cose da non fare al primo post c’è l’impostazione automatica di twittare i post o le ultime offerte del blog dell’hotel, o almeno non solo queste. Siate originali e incuriosite chi vi segue, anche con meno di 140 caratteri si può.

Non impostate il ringraziamento automatico per chi decide di iniziare a seguirvi, oltre ad essere poco personale fa ottenere l’esatto effetto opposto del benvenuto.

Non seguite 500 persone senza prima farvi conoscere un po’. Piuttosto selezionate gli utenti che considerate più forti nel vostro settore e solo e quando vi sembra opportuno commentateli o retwittateli.

Tieni con cura il tuo account twitter, non spammare, non fare troppa pubblicità al tuo hotel e soprattutto non abbandonarlo. A questo proposito se devi andare via per le vacanze puoi sempre programmare dei tweet con HootSuite, utile anche per configurare più account twitter e visualizzarli insieme.

Cosa devi fare

Assicurati di creare una bella pagina twitter, puoi usare Free Twitter Designer per creare uno sfondo gradevole, inserisce una foto che rispecchi l’immagine dell’hotel o il logo. Fai attenzione alla prima scelta perchè l’immagine del profilo deve risultare riconoscibile e sarebbe buona cosa non cambiarla mai.

Inserire una bio interessante e soprattutto il sito del tuo hotel, usa la fantasia e non dimenticare di incuriosire.

Ricordati di rispondere sempre ai messaggi privati, alle citazioni quando serve e non dimenticarti di twittare con una certa frequenza se vuoi ottenere dei buoni risultati. Nei 140 caratteri devi inserire informazioni riguardanti l’hotel.

Stai ristrutturando l’hotel? Twittalo. Arriva Pasqua e assumi una nuova cuoca? Twittalo. Nella tua città si tiene un festival particolare? Twittalo. Usa tutti gli strumenti che hai a disposizione per incuriosire ma anche instaurare delle relazioni con chi ti segue e i potenziali clienti.

Puoi utilizzare twitter per offrire promozioni attraverso codici sconto. Diverse sono le aziende che hanno iniziato a guadagnare in questo modo, prima tra tutte la Dell. Ovviamente se hai un albergo a Marina Centro il tuo obiettivo non sarà mai quello di fatturare più di 1 milione di dollari dall’inizio dell’attività come ha fatto la Dell, ma potrai promuovere la tua struttura in un modo interessante.

Usare twitter solo perchè è di moda non è un buon motivo. Occorre cercare il proprio canale e valutare se è il caso di entrare nella conversazione. Tuttavia Twitter è l’azienda con uno dei tassi di crescita più elevati della storia ed è un ottimo canale di comunicazione anche e soprattutto in ambito turistico.

SEO per Twitter

Twitter è uno strumento utile anche a livello SEO, l’url dell’account viene personalizzato mettendoci il proprio nome e cognome o il nome dell’hotel, in base a come si preferisce sviluppare l’account. Inoltre queste informazioni diventano rilevanti perchè finiscono nel tag title del profilo, mentre la descrizione viene utilizzata nel meta tag description. Per questo lo strumento di Twitter deve essere usato con cognizione di causa, avendo delle conoscenze SEO solide.

Come fare?

Un esempio pratico è di offrire un buono sconto per una notte in hotel alle prime persone che retwittano la frase “Vado in vacanza all’Hotel Rimini, il migliore albergo della Riviera Adriatica”. Così facendo promuoverete il vostro account twitter e offrirete la possibilità a chi cerca un hotel nella Riviera di scegliere voi rispetto a tanti altri.

Tutto qui?

No, twitter non è tutto qui. Diversi sono gli hotel che ogni giorno aprono un account twitter e che anche a distanza di tempo non trovano un seguito nel loro lavoro. La maggior parte delle volte si tratta di scarsa attenzione, poca costanza nel twittare, ma tante altre l’ostacolo è di non sapere in che modo utilizzare gli strumenti che ci vengono forniti.

Monitorare e seguire ogni giorno i cambiamenti è possibile grazie a diversi servizi, tra questi un paio sono Tweet Stats e Ad.ly Analytics.

Account twitter di Hotel

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Hotel Rimini

Holiday Inn

Hotel ABC

Hotel Vienna

Rimini Hostel

Jammin Hostel

Sunflower Hostel

Hotel Firenze

Hotel Sempione

Pubblicato in Social Media Marketing

La rete e il pensiero: ciò che cambia e ciò che resta

Pubblicato da Donatella il 5 febbraio 2010

Internet Ergo Sum

La rete ha cambiato il nostro modo di pensare?

È la domanda che la rivista online The Edge ha posto a circa 170 intellettuali come scienziati, artisti, scrittori, filosofi.
Questa settimana, Internazionale ha portato l’indagine alla nostra attenzione, selezionando e pubblicando alcune delle risposte più significative.
Ho letto con piacere le opinioni scelte dal giornale (tutte le risposte potete leggerle online su  The Edge) e penso valga la pena fissare alcune riflessioni in un post.

Meno memoria, più ricerca

Tra i nomi celebri e meno celebri che hanno risposto alla domanda non mancano le voci inneggianti alla rivoluzione e gli scettici del cambiamento.
Sfogliando pareri, percezioni e suggestioni differenti, emergono utili spunti di riflessione. Eccone alcuni:

- c’è un passaggio dal pensiero contemplativo al pensiero attivo, si è più ricettivi
- le informazioni che prima erano certe, con la rete diventano incerte; è sempre possibile metterle in discussione, trovare esperti e contro esperti, dati e antidati che smentiscono i precedenti
- l’accesso a più fonti aumenta il rischio di mezze verità e notizie inutili; le verifiche sono sempre più necessarie
- ricordiamo meno le informazioni, la conoscenza è più fragile, ma allo stesso tempo sappiamo cercare e trovare ciò che ci serve in rete
- abbiamo più interessi, ma cambiano velocemente
- diminuisce la capacità di attenzione e riflessione su un singolo argomento, ma in compenso il nostro cervello si concentra ed elabora informazioni per ore ed ore.

Un fiume in piena in cui (imparare a) navigare

Il numero di informazioni a nostra disposizione non è quantificabile e di certo non possiamo confidare nella memoria. Per districarci tra le onde infinite di materiali e nuove nozioni, bisogna gettare l’ancora e raccogliere ciò che è utile, catalogarlo, dargli un posto sulla mappa da viaggio e costruire un percorso di conoscenze da utilizzare.

Se il nostro pensiero si modifica o meno in base all’uso della rete non ci è dato saperlo con certezza, di certo è cambiato (e cambierà ancora) il modo di lavorare, il contesto il cui pensiamo e troviamo ciò che ci serve. Oltre al cercare, tra i verbi da tenere sempre a portata di mano, bisogna mettere anche filtrare, archiviare, organizzare, catalogare.
Il saltar di palo in frasca del web è stimolante e divertente: bisogna far si che porti frutto.

Tra il nativo e il migrante vince la casalinga

Quando si parla della rete e del cambiamento che porta nelle nostre vite, è facile entrare nel confronto tra nativi digitali e migranti, coloro che sono nati con la rete e coloro che vi si sono adattati.
Chi la utilizza meglio? Chi ha maggiore dimestichezza con gli strumenti?

Tra qualche anno tireremo le prime somme, oggi possiamo osservare come in realtà l’età sia l’ultima delle barriere all’accesso della rete; prima ve ne sono altre, come la cultura personale, le possibilità economiche e l’ambiente sociale. Ma una volta superati gli ostacoli all’ingresso, ciò che conta di più è l’utilità che se ne trae.

Chi oggi utilizza la rete, indipendentemente dall’età, deve fare i conti con l’ordine e il multitasking.
Quest’ultimo non lo si impara, ma è una capacità innata dell’uomo: lo si affina.

Anche la casalinga di Voghera prepara la lista della spesa con un orecchio teso alla caffettiera e l’altro al forno, con il piede sullo straccio per i pavimenti, una mano che scrive e l’altra mano che si fionda a pulire il naso del figliolo :D Quando serve siamo multitasking. E’ anche per questo che la rete ci piace e ci immergiamo con gioia in questo serbatoio immenso di conoscenze.

L’ordine invece, bisogna impararlo. Ognuno a suo modo.
Una buona abitudine che cerco di portare avanti è quella di fare un sunto delle informazioni e delle risorse scoperte al termine di ogni giornata, oppure, quando salvo un link, mi fermo a scegliere con cura le parole da assegnargli come tag.
Mettere ordine, lo sa anche la casalinga, è sempre un po’ noioso, ma dopo si riparte più leggeri.

Pubblicato in Web Consulting

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