La rete e il pensiero: ciò che cambia e ciò che resta

Pubblicato da Donatella il 5 febbraio 2010

Internet Ergo Sum

La rete ha cambiato il nostro modo di pensare?

È la domanda che la rivista online The Edge ha posto a circa 170 intellettuali come scienziati, artisti, scrittori, filosofi.
Questa settimana, Internazionale ha portato l’indagine alla nostra attenzione, selezionando e pubblicando alcune delle risposte più significative.
Ho letto con piacere le opinioni scelte dal giornale (tutte le risposte potete leggerle online su  The Edge) e penso valga la pena fissare alcune riflessioni in un post.

Meno memoria, più ricerca

Tra i nomi celebri e meno celebri che hanno risposto alla domanda non mancano le voci inneggianti alla rivoluzione e gli scettici del cambiamento.
Sfogliando pareri, percezioni e suggestioni differenti, emergono utili spunti di riflessione. Eccone alcuni:

- c’è un passaggio dal pensiero contemplativo al pensiero attivo, si è più ricettivi
- le informazioni che prima erano certe, con la rete diventano incerte; è sempre possibile metterle in discussione, trovare esperti e contro esperti, dati e antidati che smentiscono i precedenti
- l’accesso a più fonti aumenta il rischio di mezze verità e notizie inutili; le verifiche sono sempre più necessarie
- ricordiamo meno le informazioni, la conoscenza è più fragile, ma allo stesso tempo sappiamo cercare e trovare ciò che ci serve in rete
- abbiamo più interessi, ma cambiano velocemente
- diminuisce la capacità di attenzione e riflessione su un singolo argomento, ma in compenso il nostro cervello si concentra ed elabora informazioni per ore ed ore.

Un fiume in piena in cui (imparare a) navigare

Il numero di informazioni a nostra disposizione non è quantificabile e di certo non possiamo confidare nella memoria. Per districarci tra le onde infinite di materiali e nuove nozioni, bisogna gettare l’ancora e raccogliere ciò che è utile, catalogarlo, dargli un posto sulla mappa da viaggio e costruire un percorso di conoscenze da utilizzare.

Se il nostro pensiero si modifica o meno in base all’uso della rete non ci è dato saperlo con certezza, di certo è cambiato (e cambierà ancora) il modo di lavorare, il contesto il cui pensiamo e troviamo ciò che ci serve. Oltre al cercare, tra i verbi da tenere sempre a portata di mano, bisogna mettere anche filtrare, archiviare, organizzare, catalogare.
Il saltar di palo in frasca del web è stimolante e divertente: bisogna far si che porti frutto.

Tra il nativo e il migrante vince la casalinga

Quando si parla della rete e del cambiamento che porta nelle nostre vite, è facile entrare nel confronto tra nativi digitali e migranti, coloro che sono nati con la rete e coloro che vi si sono adattati.
Chi la utilizza meglio? Chi ha maggiore dimestichezza con gli strumenti?

Tra qualche anno tireremo le prime somme, oggi possiamo osservare come in realtà l’età sia l’ultima delle barriere all’accesso della rete; prima ve ne sono altre, come la cultura personale, le possibilità economiche e l’ambiente sociale. Ma una volta superati gli ostacoli all’ingresso, ciò che conta di più è l’utilità che se ne trae.

Chi oggi utilizza la rete, indipendentemente dall’età, deve fare i conti con l’ordine e il multitasking.
Quest’ultimo non lo si impara, ma è una capacità innata dell’uomo: lo si affina.

Anche la casalinga di Voghera prepara la lista della spesa con un orecchio teso alla caffettiera e l’altro al forno, con il piede sullo straccio per i pavimenti, una mano che scrive e l’altra mano che si fionda a pulire il naso del figliolo :D Quando serve siamo multitasking. E’ anche per questo che la rete ci piace e ci immergiamo con gioia in questo serbatoio immenso di conoscenze.

L’ordine invece, bisogna impararlo. Ognuno a suo modo.
Una buona abitudine che cerco di portare avanti è quella di fare un sunto delle informazioni e delle risorse scoperte al termine di ogni giornata, oppure, quando salvo un link, mi fermo a scegliere con cura le parole da assegnargli come tag.
Mettere ordine, lo sa anche la casalinga, è sempre un po’ noioso, ma dopo si riparte più leggeri.

Pubblicato in Web Consulting

1 commento »

  1. [...] La rete e il pensiero: ciò che cambia e ciò che resta – Devi ottimizzare e pubblicizzare i tuoi contenuti online, certo, ma devi anche riflettere su come il tuo (il nostro) campo di lavoro influenza la società. [...]

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URL

Lascia un commento

Nessun articolo risponde ai criteri di ricerca impostati.

 

 
 
 

©2009 Adrias online srl | Rimini