
Foursquare e la Coin
Foursquare e la Coin si frequentano da quando il gruppo italiano ha scelto la strada della geolocalizzazione per una sua campagna promozionale.
A partire da fine agosto Coin regala una delle sue fidelity card (la Coin Card Easy che di solito costa 5 €) al mayor di ogni punto vendita.
L’iniziativa ha suscitato molto interesse tra gli addetti ai lavori, i check-in sono aumentati (stando a quanto dice Gianluigi Zarantonello) e c’è anche chi ha ammesso di aver comprato in negozio dopo aver ricevuto la carta omaggio.
La campagna Coin, in realtà, mi serve come pretesto per parlare dell’uso di Foursquare; a fine post arrivo anche all’albergo, il titolo non è casuale 
Se non conoscete Foursquare suggerisco questo articolo del blog che spiega cos’è e come si usa.
Io, mayor della Coin di Rimini
Premessa 1
non sono un acquirente abituale del negozio Coin ma il punto vendita di Rimini condivide l’ingresso con il mio supermercato di fiducia e spesso mi fermo a curiosare tra gli articoli, sopratutto all’arrivo delle nuove collezioni. La promozione Coin l’ho notata dopo aver fatto check-in al supermercato.
Premessa 2
diventare sindaco della Coin di Rimini mi è costato esattamente due check-in (nemmeno consecutivi) e nel periodo di settembre/ottobre non c’era nessun altro a gareggiare con me per la “fascia”. Quindi me la sono presa comoda e sono andata a reclamare il premio due settimane dopo esserne diventata sindaco (metà settembre).
Il fatto: il ritiro della Coin Card Easy
Il giorno in cui vado a ritirare la carta omaggio, le vetrine del punto vendita sono tappezzate di adesivi e volantini che annunciano la nuova collezione e illustrano i vantaggi delle carte fedeltà. Nessun cenno a Foursquare o ad altri premi.
Entro, faccio il check-in e vado dalla commessa.
Mentre mostro la schermata dello smartphone le spiego, in modo semplice e senza dare niente per scontato, che devo ritirare una Coin Card Easy grazie a Foursquare; lei mi guarda dubbiosa e si consulta con la collega.
Mi mandano al terzo piano dello stabile, dove c’è un ufficio dedicato alle carte fedeltà.
Trovo una signora molto cortese, le ripeto quanto detto alla prima commessa e in cambio ricevo la stessa espressione dubbiosa.
La signora vuole capire, si avvicina al mio telefono e mi chiede di spiegarle per bene il funzionamento del “giochino”, poi, come folgorata, esclama: dev’essere il nuovo premio mayor!
Inizia la ricerca di un modulo che avrebbe dovuto contenere la descrizione del premio (e qui noto una catasta di fogli dedicati a decine di promozioni, dove il “premio mayor” è solo uno dei tanti); non trovandolo decide di darmi ugualmente la carta omaggio e mi manda dalla commessa del piano per compilare il modulo della Coin Card Easy con i miei dati.
Nuova commessa, terza spiegazione del giochino.
Attenzione: in tutta questa trafila io mi stavo anche divertendo, così come quando spiego Foursquare ai miei amici. Le commesse erano tutte gentili, curiose e divertite a loro volta; il tutto è durato poco più di mezzora, non avevo fretta, non mi sono spazientita. Alla fine ho anche acquistato uno degli oggetti della nuova collezione che avevo adocchiato nei giorni precedenti.
Dico questo per evitare fraintendimenti: la campagna Coin mi è piaciuta, la trovo sensata, le persone con cui ne ho parlato erano sempre tutte molte entusiaste, però, però… l’esperienza in negozio mi ha lasciato con un po’ di domande in testa.
Le aziende italiane sono pronte a usare Foursquare?
Se sulla mia strada avessi trovato una commessa meno gentile, se la responsabile delle fidelity card mi avesse detto un “non trovo niente, torni un’altra volta”, se io non avessi avuto voglia o tempo per spiegare per tre volte Foursquare, ora starei scrivendo un altro post.
Tuttavia non sono l’unica a sollevare alcuni dubbi (e alcune storie, come quella di Davide, sono finite con meno allegria).
Ad oggi mi chiedo:
cosa vuole dire essere pronti a usare Foursquare?
vuole dire aggiungere un premio alle tante promozioni già esistenti? dare due informazioni ai commessi, ai responsabili, tanto per non restare a bocca asciutta?
E inoltre: basta istruire il personale o bisogna anche coinvolgerlo? possibile che sia il cliente a doverli appassionare?
Il gruppo Coin non è piccolo e non voglio discutere sulle tempistiche di formazione, ma consegnare un omaggio a chi usa Foursquare non può essere uguale al consegnare una pentola a chi ha raccolto i bollini.
Forse sarà così tra qualche anno, ma se adesso vogliamo credere nella novità, l’aria di novità si deve respirare nel negozio stesso.
Se lo usi, fallo sapere
La presenza di un adesivo, di un volantino, di un manifesto all’interno del negozio per spiegare o segnalare il premio, accoglie meglio chi va a ritirarlo e al tempo stesso può incuriosire tutti gli altri.
Se io avessi iniziato a usare Foursquare da poco e fossi stata un po’ più insicura, alla prima faccia dubbiosa mi sarei girata sui tacchi e tanti saluti.
Foursquare (ma anche Facebook Places, Gowalla e compagnia bella) li utilizziamo ancora in pochi.
Se un’azienda crede in questi strumenti e decide di usarli, forse deve anche contribuire a istruire, appassionare, coinvolgere chi ancora non li conosce, primi tra tutti i dipendenti e i clienti.
Qual’è l’obbiettivo di una campagna su Foursquare?
l’aumento dei check-in? le vendite che seguono l’assegnazione della carta fedeltà? far parlare?
Il marketing della geolocalizzazione si risolve in un badge, un coupon, un premio e tanti saluti a casa?
Non apro l’enorme parentesi sui falsi check-in, le gare a chi colleziona più badges o più mayorship.
La Coin ha avuto la buona idea di regalare una carta fedeltà che almeno può invogliare a tornare in negozio, ma l’omaggio fine a se stesso da il via ad una competizione dove il nome dell’azienda passa decisamente in secondo piano.
Personalmente adoro l’idea di un negozio, un ristorante, una qualsiasi attività commerciale che mi intercetta quando sono lì vicino, che comunica con me, mi accoglie, mi offre assistenza mentre navigo in mobilità.
E’ stato bello scoprire l’iniziativa Coin mentre facevo il check-in nel supermercato vicino. E’ stato bello scriverlo su Twitter e ricevere un saluto e una risposta dal loro account.
Penso anche a come è bello sentirsi dire “ti aspettiamo” dall’albergo in cui andrò a soggiornare o un “torna a trovarci” dal ristorante dove ho appena gustato una cena. O a come è bello ricevere un caffè omaggio nel bar che frequento abitualmente.
Non per il “premio” in se, quanto per la relazione.
I tips, i suggerimenti, le vecchie recensioni che non muoiono mai
I tips sono i consigli che gli utenti di Foursquare lasciano alle persone che visiteranno il posto dopo di loro.
Se sei pigro fai solo il check-in, se hai tempo e voglia di mostrare il tuo apprezzamento scrivi anche un tip.
Entrare in un ristorante e trovare un consiglio sui dolci, su cosa assaggiare la prima volta, è utile oltre che carino.
I servizi di geolocalizzazione possono essere usati per il marketing, per fornire assistenza, condividere esperienze, promuovere un posto.
Conta di più ricevere tanti check-in o è meglio un buon suggerimento? e se regalassimo un omaggio al mayor in cambio di un tip?
Foursquare e l’albergo
Tutte queste domande e considerazioni le ho pensate avendo in mente una struttura ricettiva che decide di usare Foursquare.
Sono convinta che Foursquare (e simili) possano essere davvero molto utili per alberghi, bar, ristoranti e tutte le attività commerciali che operano nel settore del turismo e dell’accoglienza.
Proprio perché si parla di accoglienza, se decidete di offrire un omaggio, regalare un buono, offrire l’aperitivo ad un cliente che ha fatto il check-in da voi, tenete in mente queste semplici regole:
- se lo usi lo conosci, se lo conosci lo sai spiegare, se lo sai spiegare puoi coinvolgere;
- se lo usi lo fai sapere, se lo fai sapere puoi incuriosire, se incuriosisci diffondi.
Bisogna evitare nel modo più assoluto che il cliente entri in Hotel o al bar, domandi del suo premio e venga sballottato tra responsabili di reparto, proprietario o direttore. Anzi, se è un neofita e lo usa poco, spiegate, coinvolgete e chiedete il tips.
Il check-in passa, la mini-recensione resta.
E’ qui che ti mostri più avanti degli altri, che la gente racconta, che sei veramente un azienda nuova e usi gli strumenti sociali per relazionarti.
E chi meglio di chi lavora nel campo dell’accoglienza può sfruttarli?
I servizi di geolocalizzazione attraversano un momento di crescita.
Facebook Places, arrivato da poco, contribuirà a far conoscere le logiche dei geo-socialnetwork ad un numero maggiore di persone, ma i cambiamenti arrivano anche da casa Google: basta pensare alle ultime novità di Google Places, all’integrazione delle mappe nei risultati organici del motore di ricerca, o al nuovo nato, HotPot, il cui punto di forza sembrano essere proprio le mini recensioni degli utenti.
Proprio ai cambiamenti di Google Places dedicheremo uno dei prossimi post.