Come conquistare una città con Foursquare

Pubblicato da Federica il 26 gennaio 2011

Ora che quasi tutta Adrias Online si è dotata di smartphone la conquista della città di Rimini è avvenuta in modo naturale. Come si conquista una città con Foursquare? Molto semplice; come in tutte le strategie militari fin dai tempi dei romani, la cosa più importante è quella di fare tuoi i luoghi di accesso alla città: ponti, porte, ma soprattutto il mare e le colline e se ci sono ovviamente i castelli.

Facciamo un passo indietro

Ma facciamo un passetto indietro, sappiamo tutti cos’è Foursquare e per cosa si usa? Di certo abbiamo detto in un post precedente come si usa per la promozione della propria azienda, ma noi persone comuni che cosa ce ne facciamo?

È impossibile usare Foursquare da computer, bisogna avere per forza uno smartphone; poi che sia un iPhone, un Blackberry o un Htc in realtà poco importa. Basta quindi scaricarlo l’app sul proprio dispositivo mobile e iniziare a fare check-in.

A cosa mi servono i check-in? Ludicamente parlando ad avere badge e a diventare sindaco del luogo in cui ci si trova, un bar, una piazza, un hotel e via dicendo. Ma c’è di più: prima cosa serve a fare sapere agli altri contatti che si hanno su Foursquare dove ci si trova in quel determinato momento, una sorta di richiamo per gli amici in zona che si vogliono salutare. Inoltre può essere usato per approfittare di sconti e promozioni.

All’estero, già  molto prima che in Italia, le aziende si sono organizzate per dare al mayor particolari offerte quali possono essere un caffè, per i locali o i ristoranti, oppure uno sconto su una cena o un buono d’acquisto per un negozio. Insomma per noi persone comuni Foursquare potrebbe rivelarsi oltre che un gioco anche una cosa utile.

L’inizio della conquista – Antica Roma e Medioevo

All’inizio erano state prese di mira le boutique del centro pensando che fossero i punti di maggior attrazione turistica in una città come Rimini, ma poi si è capito che chi vuole la città deve possederne i punti strategici là dove si può avere diritto di entrata o meno, da dove si vede arrivare il nemico, dal mare o dalle montagne.

Il primo passo è stato conquistare i due punti chiave dell’Antica Roma. Prima ci ha pensato Federica a far suo il Ponte di Tiberio e poi Francesco a conquistare l’Arco d’Augusto. Dopo gli accessi alla città così come li avevano individuati gli antichi romani, Donatella ha conquistato il Corso d’Augusto che unisce l’Arco e il Ponte di Tiberio già sopra citati.

Donatella inoltre ha conquistato anche Piazza Cavour, la storica piazza detta anche della fontana, per la presenza della Fontana della Pigna. La Piazza nel Medioevo era il centro della vita cittadina, oggi qui si svolge il mercato di Rimini il mercoledì e il sabato mattina. Inoltre è stato conquistato anche il Castel Sismondo, il Castello iniziato nel 1400 da Sigismondo Pandolfo Malatesta che oggi ospita mostre d’arte importanti e di grande interesse culturale.

Proteggi la città

Per proteggere la città dagli attacchi esterni abbiamo deciso di proteggerci lato mare e lato collina. Per difenderci dall’assalto di chi arriva dalle coste opposte abbiamo messo a difesa Carlo, che ha conquistato il Porto di Rimini; da lì riesce a vedere in anticipo i nemici e gli intrusi che si avvicinano approfittando dell’acqua.

Per quanto riguarda il lato monte ci pensa Claudio che presidia tutte le colline dell’entroterra romagnolo a partire da Verucchio, culla dei Malatesta signori di Rimini, e usata anche come base strategica e militare.

Roccaforte moderna

La nostra Roccaforte moderna si trova nel punto più alto di Rimini che presidia tutta la città. Una sorta di occhio di Sauron che tutto vede e difende.
Il grattacielo di Rimini è quindi la sede naturale della web agency Adrias Online che sta conquistando Rimini, non con spade e raggi laser, ma con la più potente delle tecnologie, quella dei social network.

Conclusioni

A conclusione di tutto, tiriamo le somme.
Foursquare è un ottimo strumento per divertirsi e gareggiare a chi ha più badge (alzi la mano chi non l’ha mai fatto) ma al di là di questo c’è di più? Sì c’è decisamente di più e non è solo un mezzo fine a se stesso, o un gioco per chi ha uno smartphone. Foursquare fa parte di quella schiera di social e strumenti come Facebook Places che se usati con i dovuti accorgimento può rivelarsi molto utile per la propria attività turistica.

Nel prossimo post parleremo delle Pagine Fan, dei profili personali e aziendali di Foursquare ma soprattutto della nuova integrazione tra questi che può rendere la propria attività sempre più visibile, curata e sicuramente utile per chi naviga e giocando sceglie la propria vacanza.

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Foursquare, la Coin… e l’albergo

Pubblicato da Donatella il 24 novembre 2010

Foursquare e la Coin

Foursquare e la Coin si frequentano da quando il gruppo italiano ha scelto la strada della geolocalizzazione per una sua campagna promozionale.

A partire da fine agosto Coin regala una delle sue fidelity card (la Coin Card Easy che di solito costa 5 €) al mayor di ogni punto vendita.
L’iniziativa ha suscitato molto interesse tra gli addetti ai lavori, i check-in sono aumentati (stando a quanto dice Gianluigi Zarantonello) e c’è anche chi ha ammesso di aver comprato in negozio dopo aver ricevuto la carta omaggio.

La campagna Coin, in realtà, mi serve come pretesto per parlare dell’uso di Foursquare; a fine post arrivo anche all’albergo, il titolo non è casuale :D
Se non conoscete Foursquare suggerisco questo articolo del blog che spiega cos’è e come si usa.

Io, mayor della Coin di Rimini

Premessa 1
non sono un acquirente abituale del negozio Coin ma il punto vendita di Rimini condivide l’ingresso con il mio supermercato di fiducia e spesso mi fermo a curiosare tra gli articoli, sopratutto all’arrivo delle nuove collezioni. La promozione Coin l’ho notata dopo aver fatto check-in al supermercato.

Premessa 2
diventare sindaco della Coin di Rimini mi è costato esattamente due check-in (nemmeno consecutivi) e nel periodo di settembre/ottobre non c’era nessun altro a gareggiare con me per la “fascia”. Quindi me la sono presa comoda e sono andata a reclamare il premio due settimane dopo esserne diventata sindaco (metà settembre).

Il fatto: il ritiro della Coin Card Easy
Il giorno in cui vado a ritirare la carta omaggio, le vetrine del punto vendita sono tappezzate di adesivi e volantini che annunciano la nuova collezione e illustrano i vantaggi delle carte fedeltà. Nessun cenno a Foursquare o ad altri premi.

Entro, faccio il check-in e vado dalla commessa.
Mentre mostro la schermata dello smartphone le spiego, in modo semplice e senza dare niente per scontato, che devo ritirare una Coin Card Easy grazie a Foursquare; lei mi guarda dubbiosa e si consulta con la collega.
Mi mandano al terzo piano dello stabile, dove c’è un ufficio dedicato alle carte fedeltà.
Trovo una signora molto cortese, le ripeto quanto detto alla prima commessa e in cambio ricevo la stessa espressione dubbiosa.
La signora vuole capire, si avvicina al mio telefono e mi chiede di spiegarle per bene il funzionamento del “giochino”, poi, come folgorata, esclama: dev’essere il nuovo premio mayor!
Inizia la ricerca di un modulo che avrebbe dovuto contenere la descrizione del premio (e qui noto una catasta di fogli dedicati a decine di promozioni, dove il “premio mayor” è solo uno dei tanti); non trovandolo decide di darmi ugualmente la carta omaggio e mi manda dalla commessa del piano per compilare il modulo della Coin Card Easy con i miei dati.
Nuova commessa, terza spiegazione del giochino.

Attenzione: in tutta questa trafila io mi stavo anche divertendo, così come quando spiego Foursquare ai miei amici. Le commesse erano tutte gentili, curiose e divertite a loro volta; il tutto è durato poco più di mezzora, non avevo fretta, non mi sono spazientita. Alla fine ho anche acquistato uno degli oggetti della nuova collezione che avevo adocchiato nei giorni precedenti.

Dico questo per evitare fraintendimenti: la campagna Coin mi è piaciuta, la trovo sensata, le persone con cui ne ho parlato erano sempre tutte molte entusiaste, però, però… l’esperienza in negozio mi ha lasciato con un po’ di domande in testa.

Le aziende italiane sono pronte a usare Foursquare?

Se sulla mia strada avessi trovato una commessa meno gentile, se la responsabile delle fidelity card mi avesse detto un “non trovo niente, torni un’altra volta”, se io non avessi avuto voglia o tempo per spiegare per tre volte Foursquare, ora starei scrivendo un altro post.
Tuttavia non sono l’unica a sollevare alcuni dubbi (e alcune storie, come quella di Davide, sono finite con meno allegria).

Ad oggi mi chiedo:
cosa vuole dire essere pronti a usare Foursquare?
vuole dire aggiungere un premio alle tante promozioni già esistenti? dare due informazioni ai commessi, ai responsabili, tanto per non restare a bocca asciutta?
E inoltre: basta istruire il personale o bisogna anche coinvolgerlo? possibile che sia il cliente a doverli appassionare?

Il gruppo Coin non è piccolo e non voglio discutere sulle tempistiche di formazione, ma consegnare un omaggio a chi usa Foursquare non può essere uguale al consegnare una pentola a chi ha raccolto i bollini.
Forse sarà così tra qualche anno, ma se adesso vogliamo credere nella novità, l’aria di novità si deve respirare nel negozio stesso.

Se lo usi, fallo sapere

La presenza di un adesivo, di un volantino, di un manifesto all’interno del negozio per spiegare o segnalare il premio,  accoglie meglio chi va a ritirarlo e al tempo stesso può incuriosire tutti gli altri.
Se io avessi iniziato a usare Foursquare da poco e fossi stata un po’ più insicura, alla prima faccia dubbiosa mi sarei girata sui tacchi e tanti saluti.

Foursquare (ma anche Facebook Places, Gowalla e compagnia bella) li utilizziamo ancora in pochi.
Se un’azienda crede in questi strumenti e decide di usarli, forse deve anche contribuire a istruire, appassionare, coinvolgere chi ancora non li conosce, primi tra tutti i dipendenti e i clienti.

Qual’è l’obbiettivo di una campagna su Foursquare?
l’aumento dei check-in? le vendite che seguono l’assegnazione della carta fedeltà? far parlare?
Il marketing della geolocalizzazione si risolve in un badge, un coupon, un premio e tanti saluti a casa?

Non apro l’enorme parentesi sui falsi check-in, le gare a chi colleziona più badges o più mayorship.
La Coin ha avuto la buona idea di regalare una carta fedeltà che almeno può invogliare a tornare in negozio, ma l’omaggio fine a se stesso da il via ad una competizione dove il nome dell’azienda passa decisamente in secondo piano.

Personalmente adoro l’idea di un negozio, un ristorante, una qualsiasi attività commerciale che mi intercetta quando sono lì vicino, che comunica con me, mi accoglie, mi offre assistenza mentre navigo in mobilità.
E’ stato bello scoprire l’iniziativa Coin mentre facevo il check-in nel supermercato vicino. E’ stato bello scriverlo su Twitter e ricevere un saluto e una risposta dal loro account.
Penso anche a come è bello sentirsi dire “ti aspettiamo” dall’albergo in cui andrò a soggiornare o un “torna a trovarci” dal ristorante dove ho appena gustato una cena. O a come è bello ricevere un caffè omaggio nel bar che frequento abitualmente.
Non per il “premio” in se, quanto per la relazione.

I tips, i suggerimenti, le vecchie recensioni che non muoiono mai
I tips sono i consigli che gli utenti di Foursquare lasciano alle persone che visiteranno il posto dopo di loro.
Se sei pigro fai solo il check-in, se hai tempo e voglia di mostrare il tuo apprezzamento scrivi anche un tip.
Entrare in un ristorante e trovare un consiglio sui dolci, su cosa assaggiare la prima volta, è utile oltre che carino.

I servizi di geolocalizzazione possono essere usati per il marketing, per fornire assistenza, condividere esperienze, promuovere un posto.
Conta di più ricevere tanti check-in o è meglio un buon suggerimento? e se regalassimo un omaggio al mayor in cambio di un tip?

Foursquare e l’albergo

Tutte queste domande e considerazioni le ho pensate avendo in mente una struttura ricettiva che decide di usare Foursquare.
Sono convinta che Foursquare (e simili) possano essere davvero molto utili per alberghi, bar, ristoranti e tutte le attività commerciali che operano nel settore del turismo e dell’accoglienza.
Proprio perché si parla di accoglienza, se decidete di offrire un omaggio, regalare un buono, offrire l’aperitivo ad un cliente che ha fatto il check-in da voi, tenete in mente queste semplici regole:

- se lo usi lo conosci, se lo conosci lo sai spiegare, se lo sai spiegare puoi coinvolgere;
- se lo usi lo fai sapere, se lo fai sapere puoi incuriosire, se incuriosisci diffondi.

Bisogna evitare nel modo più assoluto che il cliente entri in Hotel o al bar, domandi del suo premio e venga sballottato tra responsabili di reparto, proprietario o direttore. Anzi, se è un neofita e lo usa poco, spiegate, coinvolgete e chiedete il tips.

Il check-in passa, la mini-recensione resta.

E’ qui che ti mostri più avanti degli altri, che la gente racconta, che sei veramente un azienda nuova e usi gli strumenti sociali per relazionarti.

E chi meglio di chi lavora nel campo dell’accoglienza può sfruttarli?

I servizi di geolocalizzazione attraversano un momento di crescita.
Facebook Places
, arrivato da poco, contribuirà a far conoscere le logiche dei geo-socialnetwork ad un numero maggiore di persone, ma i cambiamenti arrivano anche da casa Google: basta pensare alle ultime novità di Google Places, all’integrazione delle mappe nei risultati organici del motore di ricerca, o al nuovo nato, HotPot, il cui punto di forza sembrano essere proprio le mini recensioni degli utenti.
Proprio ai cambiamenti di Google Places dedicheremo uno dei prossimi post.

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Young Digital Lab a Rimini, 1-2 luglio

Pubblicato da Donatella il 14 giugno 2010

Rimini si conferma come una delle mete estive più gettonate tant’è che anche il Young Digital Lab l’ha scelta come tappa del prossimo evento, previsto nei giorni di giovedì 1 e venerdì 2 luglio.

Cos’è il Young Digital Lab? si tratta di una tavola rotonda dedicata a tutti gli aspetti del social media marketing.

Una bella occasione per tutte le aziende della riviera adriatica che desiderano capire e approfondire le opportunità offerte dal web, aggiornarsi sulle novità e i cambiamenti, trovare nuove idee per le loro strategie di social web communication.

I relatori del Young Digital Lab sono tutti giovani professionisti della rete che lavorano con i social media, pronti a condividere il loro bagaglio di esperienze e le conoscenze acquisite sul campo.
Lo spirito della condivisione è l’anima degli incontri del Young Digital Lab, tavole rotonde dalla forte interazione con il pubblico, che porterà a casa non solo informazioni, ma anche tanti consigli e suggerimenti.

I nomi dei sette relatori verranno comunicati a breve, nel frattempo ecco tutte le informazioni per iscriversi all’evento:

I posti a disposizione sono 30.

Il costo di partecipazione è di 300 € + iva.
Chi prenota entro il 15 giugno potrà avvalersi di uno sconto del 10%, quindi affrettatevi :)

Per prenotarsi basta inviare un’email a michelepolico@gmail.com o telefonare al 348 9225265 (Alberto).

Young Digital Lab si terrà presso la sede di ManagerZen (sala workshop) in via San giovenale, 86 di Rimini, zona Viserba Nord.

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Foursquare: come usarlo per la promozione della tua impresa

Pubblicato da Federica il 26 maggio 2010

Foursquare è un social network sempre più usato negli ultimi tempi, che sta prendendo piede anche in Italia, stimando 3 milioni di utenti entro fine estate. Questo strumento di geolocalizzazione usato grazie agli smartphone (Blackberry, iPhone e Android) permette di far sapere sempre dove ci si trova, rimanendo in contatto con gli amici, rendendo questo strumento come una piccola guida cittadina, così come l’ha definito il New York Times.

Se ad esempio ci tieni a far sapere ai tuoi amici che sei in vacanza in un luogo esotico o sei in viaggio per lavoro, non c’è niente di più facile che cercare la struttura, la stazione di servizio, il bar o la fermata della metropolitana su foursquare e fare il check-in magari commentando e descrivendo quello che stai mangiando o con chi stai prendendo un caffè.

Il suo utilizzo è semplice e pratico, attraverso il check-in di indirizzi di luoghi pubblici e privati si possono aggiungere descrizioni o recensioni e il gioco è fatto. Locali, pizzerie, bar e hotel, ma anche uffici, case e aeroporti possono essere “checkkati” se esistono già nella lista o aggiunti manualmente la prima volta se non sono mai stati scoperti da nessuno. Dopo di che si conquistano i badge che rimangono sul proprio profilo e si può diventare mayor di un posto perchè ci si va spesso, conquistando altrettanti badge.

Foursquare non c’ha messo molto a diventare uno strumento utile anche per il business tanto che di recente si sono sviluppate diverse possibilità per far interagire Foursquare con le imprese più o meno locali. Diversi sono gli esempi dei grandi marchi e non è difficile immaginare come i grandi brand non abbiano subito sfruttato l’idea a proprio vantaggio.

Starbucks ad esempio sfruttando la logica della conquista del badge ha premiato tutti i clienti che facevano almeno 5 check-in con un badge personalizzato da barista. Il badge è lo stadio primo di questa nuova forma di interazione tra il social network e il brand, ma c’è già la possibilità di effettuare sconti e promozioni al raggiungimento di un certo numero di check-in. La finalità è ovviamente quella di legare il brand al consumatore, ma non solo, anche di farlo divertire e di rafforzare l’immagine di brand sociale e dinamico sempre più orientato all’interazione con il cliente.

Questo per quanto riguarda le grandi marche ma nel piccolo esistono tantissimi altri sistemi per promuove la propria attività anche senza essere Ferrero, Starbucks o Pepsi. Una struttura alberghiera ad esempio può promuoversi in diversi modi. Un tipo di promozione per le strutture di notevole impronta sociale è quella di invitare i clienti a checkare il loro percorso da casa fino in hotel o di farlo in vacanza per avere uno sconto o un omaggio offerto dalla struttura.

Inserire la propria attività nella sezione business significa ricevere anche lo strumento di analytics, le offerte speciali per mobile e stickers per le promozioni. Nella sezione business si trovano inoltre molti esempi di bar, hotel e strutture che usano Foursquare per le proprie promozioni. In tema di hotel, il Comfort Hotel Xpress di Oslo offre una notte gratis a chi effettua il check-in, selezionando ogni mese il fortunato viaggiatore.

Iniziare la promozione è facilissimo, basta cercare la propria struttura su Foursquare o se non c’è inserirla manualmente mettendo la via,la città e il codice postale e seguire 3 semplici step:

1 inserire un sito internet o un indirizzo che più rappresenta la struttura
2 selezionare l’offerta che si desidera promuovere secondo diverse condizioni: per ogni visitatore, quando si diventa major o selezionando altre opzioni manualmente. Ad esempio: offro un cocktail a bordo piscina a ogni visitatore che fa il check-in nella mia struttura.
3 stampare lo stickers e iniziare la promozione.

Noi ad Adrias Online ci siamo già e tu?

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Come creare una campagna advertising su Facebook

Pubblicato da Federica il 31 marzo 2010

Avere una pagina fan su Facebook è ormai diventata quasi una necessità: la settimana scorsa la Home Page di Facebook ha avuto più accessi della Home di Google! In tanti promuovono la propria attività grazie alle pagine fan, ma quello che rimane sono pagine con pochi fan, poco gestite e nemmeno troppo bene. Per avere una bella pagina fan con interazioni e che porti un ritorno a chi la apre, è necessario perderci un po’ di tempo e avere alcune capacità. Se non si ha del tempo a disposizione per curarla, almeno è opportuno dare una campagna advertising per promuoverla.

Un annuncio pubblicitario su Facebook è composto da 4 elementi:
titolo, la cui lunghezza massima è di 25 caratteri
annuncio, lunghezza massima di 135 caratteri
una foto (facoltativa)
il link di destinazione dell’annuncio (landing page)

La pubblicità su Facebook può essere acquistata in due modi diversi, in CPC o CPM. Con il Cost per Clic si paga solamente se l’utente clicca effettivamente sull’inserzione, con il Cost per Impressions invece si paga la visualizzazione a prescindere dal clic.

Quale dei due metodi di pagamento scegliere varia in base all’annuncio e a quello che si vuole ottenere. Una volta deciso il metodo di pagamento è necessario impostare il budget giornaliero. Facebook non permette di spendere meno di 5 euro al giorno ed è importante impostare l’intervallo di tempo in cui visualizzare la campagna. Ultimamente mi è capitato di non impostare una data di fine campagna Facebook, così i miei annunci non sono partiti, attenzione quindi a mettere sempre anche una data di fine, altrimenti rischiate di perdere tempo prezioso.

Dopo aver deciso il budget è importante prestare attenzione a targettizzare gli utenti, così da avere dei filtri per impostare una campagna maggiormente mirata e di miglior efficacia. Tra le opzioni è possibile scegliere la fascia di età, il sesso, il luogo di residenza, quello di lavoro, la situazione sentimentale, gli interessi e le parole chiave. Inoltre è possibile spuntare la casella compleanno, che permette di far visualizzare l’annuncio a tutte le perso che che compiono gli anni ogni giorno.

Conversioni

Creare l’annuncio non basta, è importante creare un’efficace landing page, o pagina di atterraggio, dove l’utente possa ritrovare il messaggio dell’annuncio. Questo vuol dire che l’annuncio non deve essere troppo distante da quello che vogliamo promuovere solo per attirare l’attenzione, ma deve avere un giusto mix di curiosità, attrazione e veridicità, altrimenti l’utente entrerà ed uscirà dalla landing page senza nemmeno vedere di cosa si tratta.

Un’altra cosa importante è che la landing page alla quale ci rivolgiamo con le campagne advertising su Facebook, sia su Facebook, ovvero faccia parte di una delle tab della fan page. Questo perchè l’utente deve avere la possibilità di scegliere se uscire o meno da Facebook altrimenti si sentirà preso in giro e tornerà subito indietro.

Fare molto con poco

Facebook è un ottimo strumento per creare una campagna mirata. Si possono avere delle buone conversioni se si ha la capacità e la pazienza di analizzare i dati. Ogni settimana infatti Facebook manda un riepilogo che ti aggiorna sui nuovi fan, le interazioni e le visite della pagina Facebook. Il servizio, che una piccola novità di Facebook, offre anche la possibilità di vedere la Pagina Insights.

La Pagina Insight è l’ideale per segmentare il traffico delle fan page , ma soprattutto per creare e gestire meglio i tuoi annunci. Qui trovi tutti i dati di cui hai bisogno: interazioni, apprezzamenti, commenti e messaggi in bacheca della settimana e relativi grafici. Occorre ricordare poi che facebook è comunque un social network e non una piattaforma di web analysis, i mezzi che ci fornisce sono già molto utili.

Inoltre Facebook ti permette di vedere il numero totale dei fan divisi in percentuale, per sesso e fasce d’età, ma non solo, anche per città, lingua e Stato da cui scrivono. Oltre ai fan è possibile vedere i dati delle persone che hanno interagito con la pagina fan, l’età e il sesso.

Analizzando Pagina Insights e il report sulla pubblicità che puoi richiedere ogni volta che vuoi, per il periodo che più ti interessa, puoi avere una giusta visuale di quello che hai ottenuto e di cosa puoi cambiare per rendere e migliorare la tua pubblicità su Facebook. Il report sulla pubblicità ti permette di avere un quadro più completo grazie ai dati aggiornati ogni giorno sulle visualizzazioni, i clic, le azioni, le conversioni, l’importo speso, il CPC e il CPM.

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Google Buzz, un flop per chi non sa usarlo

Pubblicato da Federica il 5 marzo 2010

Google Buzz è il nuovo modo di condividere foto, video e aggiornamenti lanciato da Google attraverso la piattaforma di gmail. Di Google Buzz ormai sappiamo tutto, o quasi. Sappiamo che possiamo importare i nostri tweet, che possiamo condividere le foto che importiamo su flickr o picasa, condividere i post dei nostri blog o le notizie tramite google reader.

Qualcosa che abbiamo già visto?

Google Buzz è stato all’inizio per molti un flop. Non presentava niente di nuovo rispetto a quello che già c’era, non si può scegliere con chi condividere le proprie informazioni e non ci sono liste per filtrare i buzz. È stato ribattezzato un mix tra twitter, facebook e friendfeed, ma di nessuna necessità .

Qualcuno ha mollato subito cliccando sull’iconcina in fondo a gmail Disattiva Buzz (per chi ancora sta cercando di eliminarlo), altri hanno aspettato, osservato e a qualcuno è anche piaciuto.

Qualche trucco in più

Con Google Buzz è possibile aggiornare il proprio stato anche dalla mail o dal cellulare, scrivendo a buzz@gmail.com.

Con Tw2Buzz puoi importare i tuoi account twitter sul buzz e decidere poi chi seguire, senza nessun automatismo. Per chi possiede un nutrito account Twitter può essere una bella trovata, soprattutto se volete anche crearvi delle liste di invio buzz. L’applicazione necessita di un codice promozionale che vi verrà inviato in pochi giorni lasciando la vostra mail sul sito. Potete richiedere un codice per voi o a scelta per 2, 5 o 10 amici.

È inoltre possibile disattivare gli aggiornamenti che arrivano per email ogni volta che c’è un nuovo buzz. In fondo alla pagina di Gmail si trova Filtri, da qui Buzz. Si può scegliere di rimuovere Google Buzz, di non mostrare più le notifiche o come è già di default per tutti mostrarli in gmail.

Utilizzare Buzz per la tua attività

Google Buzz può essere un interessante strumento che consente di avere un risvolto positivo anche a livello aziendale e professionale. Importando la propria rubrica da Outlook Express nella rubrica di gmail si possono aggiungere i contatti che possiedono Google Buzz e invitare quelli che non lo condividono.

Il titolare dell’attività o l’ufficio marketing in questo modo potranno mantenere i contatti con i proprii clienti, pubblicare le proprie offerte, ma anche farsi conoscere e a loro volta segure gli aggiornamenti di stato del proprio parco clienti.
Il CRM ai tempi del 2.0, visto che l’obbiettivo del Customer Relationship Management è proprio quello di stabilire relazioni durevoli di medio e lungo periodo.

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Hotel e Twitter: connubio perfetto

Pubblicato da Federica il 15 febbraio 2010

Scegliere e acquistare le proprie vacanze online oggi è diventata una pratica sempre più diffusa, tanto che risulta essere tra i primi posti delle attività degli utenti sul web. Per raggiungere questi utenti, che spesso si informano proprio negli ambienti lavorativi durante le ore di ufficio, quindi di tutte le età, è necessario adattare le proprie offerte cambiando i mezzi di promozione.

Twitter oltre al blog e al sito dell’hotel è un importante strumento di condivisione e promozione per il turismo che può essere usato in modo semplice. Questo servizio di microblogging consente di scrivere ogni volta 140 caratteri per far conoscere ai propri followers le novità dell’hotel, tenerli aggiornati sugli eventi della località e offrire sconti e promozioni riservati ai clienti.

Attivare e seguire un account di twitter non è difficile e non richiede grandi competenze ma ci sono cose che è necessario sapere, soprattutto se vuoi aprire un account riservato all’hotel senza correre il rischio che venga associato al tuo account personale. Molto spesso chi cerca un hotel apprezza molto le twittate personali dell’albergatore che mette del proprio nella gestione dell’account twitter. Occorre però fare attenzione perché sbagliare o commettere errori in questo caso è facilissimo, informarsi o servirsi di un servizio di monitoraggio è la prima cosa da fare.

Cosa non devi fare

Tra le cose da non fare al primo post c’è l’impostazione automatica di twittare i post o le ultime offerte del blog dell’hotel, o almeno non solo queste. Siate originali e incuriosite chi vi segue, anche con meno di 140 caratteri si può.

Non impostate il ringraziamento automatico per chi decide di iniziare a seguirvi, oltre ad essere poco personale fa ottenere l’esatto effetto opposto del benvenuto.

Non seguite 500 persone senza prima farvi conoscere un po’. Piuttosto selezionate gli utenti che considerate più forti nel vostro settore e solo e quando vi sembra opportuno commentateli o retwittateli.

Tieni con cura il tuo account twitter, non spammare, non fare troppa pubblicità al tuo hotel e soprattutto non abbandonarlo. A questo proposito se devi andare via per le vacanze puoi sempre programmare dei tweet con HootSuite, utile anche per configurare più account twitter e visualizzarli insieme.

Cosa devi fare

Assicurati di creare una bella pagina twitter, puoi usare Free Twitter Designer per creare uno sfondo gradevole, inserisce una foto che rispecchi l’immagine dell’hotel o il logo. Fai attenzione alla prima scelta perchè l’immagine del profilo deve risultare riconoscibile e sarebbe buona cosa non cambiarla mai.

Inserire una bio interessante e soprattutto il sito del tuo hotel, usa la fantasia e non dimenticare di incuriosire.

Ricordati di rispondere sempre ai messaggi privati, alle citazioni quando serve e non dimenticarti di twittare con una certa frequenza se vuoi ottenere dei buoni risultati. Nei 140 caratteri devi inserire informazioni riguardanti l’hotel.

Stai ristrutturando l’hotel? Twittalo. Arriva Pasqua e assumi una nuova cuoca? Twittalo. Nella tua città si tiene un festival particolare? Twittalo. Usa tutti gli strumenti che hai a disposizione per incuriosire ma anche instaurare delle relazioni con chi ti segue e i potenziali clienti.

Puoi utilizzare twitter per offrire promozioni attraverso codici sconto. Diverse sono le aziende che hanno iniziato a guadagnare in questo modo, prima tra tutte la Dell. Ovviamente se hai un albergo a Marina Centro il tuo obiettivo non sarà mai quello di fatturare più di 1 milione di dollari dall’inizio dell’attività come ha fatto la Dell, ma potrai promuovere la tua struttura in un modo interessante.

Usare twitter solo perchè è di moda non è un buon motivo. Occorre cercare il proprio canale e valutare se è il caso di entrare nella conversazione. Tuttavia Twitter è l’azienda con uno dei tassi di crescita più elevati della storia ed è un ottimo canale di comunicazione anche e soprattutto in ambito turistico.

SEO per Twitter

Twitter è uno strumento utile anche a livello SEO, l’url dell’account viene personalizzato mettendoci il proprio nome e cognome o il nome dell’hotel, in base a come si preferisce sviluppare l’account. Inoltre queste informazioni diventano rilevanti perchè finiscono nel tag title del profilo, mentre la descrizione viene utilizzata nel meta tag description. Per questo lo strumento di Twitter deve essere usato con cognizione di causa, avendo delle conoscenze SEO solide.

Come fare?

Un esempio pratico è di offrire un buono sconto per una notte in hotel alle prime persone che retwittano la frase “Vado in vacanza all’Hotel Rimini, il migliore albergo della Riviera Adriatica”. Così facendo promuoverete il vostro account twitter e offrirete la possibilità a chi cerca un hotel nella Riviera di scegliere voi rispetto a tanti altri.

Tutto qui?

No, twitter non è tutto qui. Diversi sono gli hotel che ogni giorno aprono un account twitter e che anche a distanza di tempo non trovano un seguito nel loro lavoro. La maggior parte delle volte si tratta di scarsa attenzione, poca costanza nel twittare, ma tante altre l’ostacolo è di non sapere in che modo utilizzare gli strumenti che ci vengono forniti.

Monitorare e seguire ogni giorno i cambiamenti è possibile grazie a diversi servizi, tra questi un paio sono Tweet Stats e Ad.ly Analytics.

Account twitter di Hotel

Vuoi essere presente in questa lista? Aggiungi un commento e verrai inserito.

Hotel Rimini

Holiday Inn

Hotel ABC

Hotel Vienna

Rimini Hostel

Jammin Hostel

Sunflower Hostel

Hotel Firenze

Hotel Sempione

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Twitter in azienda, un coro di voci soliste

Pubblicato da Francesco il 9 dicembre 2009

Twitter in azienda

Adrias Online ha un account Twitter aziendale. Postiamo poco, a turno, senza una linea precisa e questo non ci piace. Postiamo tweets inerenti la vita dell’ufficio, i post che pubblichiamo sul blog, le risorse che riteniamo utili ed altre cose.

Twitter di fatto è una piattaforma di microblogging, è come un blog ma con soli 140 caratteri a disposizione per pubblicare un’opinione o un pensiero. Visto che il nostro approccio al blogging è particolarmente personale (abbiamo deciso di mettere la firma e la faccia su ogni contenuto che pubblichiamo), perché su un microblog come Twitter dovremmo avere un approccio dissimile?

Questo post nasce da una chiacchierata con Adriano Gasparri (collega marchigiano che stimo molto), con cui ho discusso di alcuni modi possibili di usare Twitter e da cui è nata una soluzione plausibile per le corporate che vogliono partecipare alla Twittosfera con un coro delle tante voci dell’azienda.

Ti propongo 3 modi di usare Twitter in azienda, più 1, quello che in questo momento stiamo testando ad Adrias Online.

Usare un profilo creato a posta

Creare un account su Twitter ad hoc per l’azienda è la prima soluzione che potrebbe venire in mente. Questo modo di utilizzare Twitter ha dei limiti ed un solo reale vantaggio, la semplicità di attuazione.

Ecco cosa comporta un account del tipo Twitter.com/NOMEAZIENDA. L’account cela la vera identità di chi posta un tweet e quindi chi legge non sa con chi sta parlando effettivamente.
Twitter non differisce di molto da un blog e analogamente un account corporate di Twitter risponde a logiche simili a quelle che regolano un corporate blog.

Se il corporate blog è firmato da persone, e non da un impersonale “admin”, anche il Twitter corporate dovrebbe essere firmato da individui.

Usare una lista

L’altra strada percorribile è quella di creare una lista contenete gli account Twitter dell’azienda, ma questo comporta 2 problemi di ordine diverso.

La prima problematica riguarda il fatto che i tweet postati il sabato, la domenica o al di fuori dell’ambito lavorativo finirebbero nello stream dell’account aziendale. Questo carica di responsabilità le persone che non si sentirebbero più libere di usare Twitter come uno strumento personale ed espone l’azienda ad eventuali tweets poco in linea con la propria filosofia (seconda problematica).

Usare un Hashtag

C’è poi la possibilità di concordare, con gli account aziendali, un #hashtag che associ determinati tweets alla voce della corporate. In questo modo ad esempio, ogni qual volta si vorrà condividere un’informazione, uno stato o un documento con gli account Twitter di prospect o di figure vicine all’azienda, basterà mettere in coda al tweet l’hashtag aziendale.

Questa soluzione ha in vantaggio che l’account rimarrà personale a nome del suo proprietario, che a sua discrezione potrà dire la sua all’interno del flusso Twitter dell’azienda. Lo svantaggio è che qualsiasi persona, utilizzando quell’hashtag potrà infilarsi nella conversazione, anche in modo inopportuno. Ad esempio postando un link che poi, tramite widget finirà nel sito dell’azienda.

Usare i feed, un hashtag e Yahoo Pipes

La soluzione che stiamo testando in questo momento è quella di utilizzare l’hashtag (come descritto sopra), in combinazione con Yahoo! Pipes.

Yahoo! Pipes è una piattaforma ad interfaccia grafica, per aggregare dati e canali di informazioni, ottenendo in uscita un flusso coerente, come ad esempio un feed rss.

Ecco cosa abbiamo fatto materialmente. Abbiamo inserito in un Fetch Feed i feeds degli account Twitter dei singoli componenti dell’azienda. Poi abbiamo impostato un filtro, estrapolando da quell’insieme solo i Twitt con hashtag #ao. I twitts saranno ordinaati per autore, è necessario quindi impostare una Reg Ex che ordini le entries in base alla data di pubblicazione.
Successivamente da questa piccola selezione di tutti i nostri tweet abbiamo creato un feed rss esportabile ed utilizzabile a piacimento.

Conclusioni

Ora nella sidebar di questo blog scorreranno solo i twitt che ogni singolo componente di Adrias Online, sceglierà di condividere qui. Allo stesso tempo abbiamo un feed con i tweets taggati #ao, che può essere utilizzato anche su Facebook.

E’ vero, con un account Twitter puoi interagire (rispondere, retwittare, inviare pm … etc etc) un feed stampato sulla sidebar, o aggregato in un reader, può solo essere letto, ma rimane ugualmente l’espressione di un coro di voci.

E la tua azienda, come usa Twitter?

Pubblicato in Social Media Marketing

Liste di utenti su Twitter

Pubblicato da Donatella il 29 ottobre 2009

Twitter Lists
La notizia è fresca di giornata: Twitter ha abilitato la funzione delle liste a tutti i profili.

Il caso ha voluto che questo post fosse in programma proprio oggi e quindi ho potuto integrarlo con informazioni più precise inerenti l’uso e il funzionamento delle liste. :D

Liste di Twitter: come funzionano

Fino ad oggi le informazioni su Twitter ci arrivavano in un unico flusso, all’interno dal quale confluivano i tweet degli amici, dei colleghi, delle aziende, degli account interessanti per un motivo o per l’altro.

Con le liste di utenti si potrà mettere ordine tra i propri contatti e sarà più facile seguire gli aggiornamenti su un tema senza dover utilizzare la funzione di ricerca. Uno strumento in più per affrontare il problema dell’overflow information che incide non poco sull’usabilità di un social network come Twitter.

Con le Twitter List è possibile raggruppare i profili in base agli argomenti trattati, ai rapporti personali, alle professionalità, alla provenienza geografica e altro ancora.

Le liste saranno molto utili per seguire le news, per mettere in risalto le fonti più attendibili o semplicemente per segnalare i propri preferiti: ad esempio si potranno raggruppare in liste gli account dei giornali, dei web designer, dei SEO, di chi twitta le ricette di cucina, degli Hotel con offerte o lo staff di un’azienda.

Quando creiamo una lista possiamo scegliere se renderla pubblica o privata.
Queste ultime sono utili per raggruppare i profili in base ai rapporti personali o ad esempio per creare liste negative.

Le liste pubbliche di ogni utente saranno visibili sulla pagina del profilo; sarà quindi possibili curiosare tra le liste create dagli altri e scovare più facilmente nuovi profili da seguire su un argomento di nostro interesse.
Quando troviamo una lista interessante invece di followare ogni singolo utente possiamo scegliere di seguire l’intera lista.

Le liste possono sempre essere editate o cancellate.

Per il momento non è ancora possibile inviare messaggi a tutti i membri di una lista, ma potrebbe essere il prossimo passo in avanti e amplierebbe le possibilità d’uso del social network.

Staff List o account aziendale?

Le liste su Twitter aprono nuovi scenari anche per quel che riguarda gli account aziendali, spesso non facili da gestire.
Alcune aziende vantano la presenza su Twitter di alcuni membri dello staff: voci singole che mantengono relazioni, esprimono professionalità di alto livello, creano reputazione positiva all’azienda.

L’account aziendale è spesso privo di personalità, senza faccia e fatica di più ad ottenere un alto numero di followers in un social network che mette al centro l’autenticità delle relazioni. Grazie alle liste utenti le aziende possono decidere di far sentire la loro voce attraverso professionalità distinte, segnalando e valorizzando i singoli membri dello staff aziendale.

Una lista aziendale può quindi sostituire l’account dell’azienda o integrarlo.
A mio parere è possibile sostituirlo del tutto quando il senso di appartenenza all’azienda dei singoli è alto e quando questi utilizzano Twitter per promuovere la propria professionalità e non solo per uso privato.
Prima di aprire la funzione a tutti i profili lo stesso Twitter ha pensato di testarla creando una lista aziendale. Se sei curioso e non l’hai ancora vista, eccoti la lista dello staff di Twitter.

Liste Twitter e web reputation

Da oggi in poi, accanto al numero dei following e dei followers verrà segnalato anche il numero di liste in cui siamo raggruppati.
Questo apre nuovi scenari per ciò che riguarda la web reputation.

Quando si viene inseriti in una lista non ci si può cancellare (se non contattando l’utente creatore della lista) e quindi diventa importante far parte di liste prestigiose, assieme a nomi popolari o inerenti la nostra professione ed evitare di entrare in liste a connotazione negativa come ad esempio potrebbe essere una lista “spam”.

Inoltre, la possibilità di seguire tutti gli aggiornamenti di una lista consentirà anche ai meno conosciuti di essere seguiti da più persone e di ampliare il proprio giro di conoscenze.

Facile prevedere che le liste più ambite saranno quelle create dagli account più influenti e conosciuti su specifici argomenti.
Fino ad oggi per segnalare i profili che ritenevamo interessanti potevamo dedicare loro un tweet o inserirli nelle segnalazioni del followfriday (una pratica alquanto diffusa che consiste nel citare gli utenti preferiti seguiti dagli hashtags #ff o #FollowFriday, una sorta di “consigli del fine settimana”).

C’è da scommettere che da oggi, oltre al numero dei followers, sarà importante anche il far parte di liste di prestigio.

Che dite, ci sarà chi farà carte false per essere inserito nelle liste degli utenti più seguiti? :D

Pubblicato in Social Media Marketing

Come collegare Facebook a Twitter ed essere sempre aggiornati

Pubblicato da Federica il 28 agosto 2009

Collegare la pagina Facebook al profilo di Twitter è una delle ultime novità dei social network. Dopo aver lanciato il collegamento di Twitter a Facebook i social permettono agli utenti di aggiornare le pagine fans direttamente da twitter.

Aggiornare Facebook tramite Twitter

Chi ha già preso confidenza con il collegamento twitter-facebook sa già come importare gli aggiornamenti personali sulla propria pagina facebook. Per tutti gli altri:  friendfeed importa il feed RSS del nostro blog e pubblica titolo e link sul nostro status di Twitter. Qui interviene Facebook che con un’applicazione prende il cinguettio da Twitter e lo posta sulla bacheca della nostra pagina personale.

Su Facebook si possono anche inoltrare in automatico i reply, cioè le risposte alle nostre twittate che ci arrivano da tutti i nostri followers. I retweet, che sono delle citazioni dei nostri tweet da parte di altri utenti, non possono ancora essere rediretti sul nostro profilo facebook.

Non si possono ancora aggiornare le pagine fans e i gruppi tramite i profili di twitter, evento che tutta la blogsfera attende con interesse viste le reali potenzialità dell’applicazione.

Aggiornare Twitter da Facebook

L’ultima applicazione rilasciata dal blog di facebook ha visto l’attenzione di tutti gli utenti della rete che nei giorni precedenti avevano visto una crescente inibizione da parte del social network più famoso del mondo verso altre applicazioni non ufficiali che offrivano lo stesso servizio.

Il collegamento di facebook verso twitter è un po’ diverso. Innanzitutto non è (ancora?) possibile collegare la propria pagina personale o il proprio gruppo facebook al profilo twitter. È invece possibile farlo con la pagina fan di facebook.

L’applicazione è utile alle aziende o a chi si intende di comunicazione e ha delle pagine fan su facebook. A mio avviso l’applicazione è molto utile per le grandi aziende, per chi desidera essere attivo nel web.

A chi serve

Facebook ha già raggiunto i 250 milioni di utenti ed è ancora in espansione. Il suo bacino di utenza varia dai teenager ai pensionati. Twitter è un social network di nicchia rispetto a facebook. Twitter piace soprattutto agli adulti, si concentra dai 25 ai 50 anni la fascia più attiva del social network pennuto.

Il dato potrebbe dire poco ma bisogna ricordare che da sempre il mercato preferisce rivolgersi alla fascia dei ragazzi, i cosiddetti early adopter, mentre in questo caso twitter come social network è prettamente adulto.

La scelta di collegare facebook a twitter deve essere pensata anche alla luce di questi dati. Questo vuol dire che se siete Ikea o Ferrero, nessun problema, ma se siete una piccola azienda di maglieria del Brennero, forse non è la soluzione di marketing online più indicata per i vostri scopi.

Prova subito a sincronizzare la tua pagina facebook all’account di twitter e scopri tutte le impostazioni.

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Pubblicato in Social Media Marketing

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