<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Adrias Online Blog &#187; Web Consulting</title>
	<atom:link href="http://www.adriasonline.it/blog/category/web-consulting/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.adriasonline.it/blog</link>
	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
	<lastBuildDate>Mon, 14 Jun 2010 09:27:11 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>La rete e il pensiero: ciò che cambia e ciò che resta</title>
		<link>http://www.adriasonline.it/blog/2010/02/la-rete-e-il-pensiero-cio-che-cambia-e-cio-che-resta/</link>
		<comments>http://www.adriasonline.it/blog/2010/02/la-rete-e-il-pensiero-cio-che-cambia-e-cio-che-resta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 10:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Consulting]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.adriasonline.it/blog/?p=482</guid>
		<description><![CDATA[
La rete ha cambiato il nostro modo di pensare?
È la domanda che la rivista online The Edge ha posto a circa 170 intellettuali come scienziati, artisti, scrittori, filosofi.
Questa settimana, Internazionale ha portato l&#8217;indagine alla nostra attenzione, selezionando  e pubblicando alcune delle risposte più significative.
Ho letto con piacere le opinioni scelte dal giornale (tutte le [...]<p><a href="http://www.adriasonline.it/blog/2010/02/la-rete-e-il-pensiero-cio-che-cambia-e-cio-che-resta/">La rete e il pensiero: ciò che cambia e ciò che resta</a> post pubblicato da <a href="http://www.adriasonline.it/blog">Adrias Online Blog</a> protetto da <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">licenza Creative Commons.</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://www.adriasonline.it/blog/wp-content/uploads/internet-ergo-sum.jpg" alt="Internet Ergo Sum" /></p>
<h3>La rete ha cambiato il nostro modo di pensare?</h3>
<p>È la domanda che la rivista online The Edge ha posto a circa 170 intellettuali come scienziati, artisti, scrittori, filosofi.<br />
Questa settimana, <a href="http://www.internazionale.it/sommario/?issue_id=423" target="_blank">Internazionale</a> ha portato l&#8217;indagine alla nostra attenzione, selezionando  e pubblicando alcune delle risposte più significative.<br />
Ho letto con piacere le opinioni scelte dal giornale (tutte le risposte potete leggerle online su  <a href="http://www.edge.org/q2010/q10_1.html" target="_blank">The Edge</a>) e penso valga la pena fissare alcune riflessioni in un post.</p>
<h3>Meno memoria, più ricerca</h3>
<p>Tra i nomi celebri e meno celebri che hanno risposto alla domanda non mancano le voci inneggianti alla rivoluzione e gli scettici del cambiamento.<br />
Sfogliando pareri, percezioni e suggestioni differenti, emergono utili <strong>spunti di riflessione</strong>. Eccone alcuni:</p>
<p>- c&#8217;è un passaggio dal pensiero contemplativo al pensiero attivo, si è più ricettivi<br />
- le informazioni che prima erano certe, con la rete diventano incerte; è sempre possibile metterle in discussione, trovare esperti e contro esperti, dati e antidati che smentiscono i precedenti<br />
- l&#8217;accesso a più fonti aumenta il rischio di mezze verità e notizie inutili; le verifiche sono sempre più necessarie<br />
- ricordiamo meno le informazioni, la conoscenza è più fragile, ma allo stesso tempo sappiamo cercare e trovare ciò che ci serve in rete<br />
- abbiamo più interessi, ma cambiano velocemente<br />
- diminuisce la capacità di attenzione e riflessione su un singolo argomento, ma in compenso il nostro cervello si concentra ed elabora informazioni per ore ed ore.</p>
<h3>Un fiume in piena in cui (imparare a) navigare</h3>
<p>Il numero di informazioni a nostra disposizione non è quantificabile e di certo non possiamo confidare nella memoria. Per districarci tra le onde infinite di materiali e nuove nozioni, bisogna gettare l&#8217;ancora e <strong>raccogliere ciò che è utile</strong>, catalogarlo, dargli un posto sulla mappa da viaggio e costruire un percorso di conoscenze da utilizzare.</p>
<p>Se il nostro pensiero si modifica o meno in base all&#8217;uso della rete non ci è dato saperlo con certezza, di certo è cambiato (e cambierà ancora) il modo di lavorare, il contesto il cui pensiamo e troviamo ciò che ci serve. Oltre al <em>cercare</em>, tra i verbi da tenere sempre a portata di mano, bisogna mettere anche<em> filtrare</em>, <em>archiviare</em>, <em>organizzare</em>, <em>catalogare</em>.<br />
Il saltar di palo in frasca del web è stimolante e divertente: bisogna far si che porti frutto.</p>
<h3>Tra il nativo e il migrante vince la casalinga</h3>
<p>Quando si parla della rete e del cambiamento che porta nelle nostre vite, è facile entrare nel confronto tra nativi digitali e migranti, coloro che sono nati con la rete e coloro che vi si sono adattati.<br />
Chi la utilizza meglio? Chi ha maggiore dimestichezza con gli strumenti?</p>
<p>Tra qualche anno tireremo le prime somme, oggi possiamo osservare come in realtà l&#8217;età sia l&#8217;ultima delle barriere all&#8217;accesso della rete; prima ve ne sono altre, come la cultura personale, le possibilità economiche e l&#8217;ambiente sociale. Ma una volta superati gli ostacoli all&#8217;ingresso, ciò che conta di più è l&#8217;utilità che se ne trae.</p>
<p>Chi oggi utilizza la rete, indipendentemente dall&#8217;età, deve fare i conti con<strong> l&#8217;ordine e il multitasking</strong>.<br />
Quest&#8217;ultimo non lo si impara, ma è una capacità innata dell&#8217;uomo: lo si affina.</p>
<p>Anche la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Casalinga_di_Voghera" target="_blank">casalinga di Voghera</a> prepara la lista della spesa con un orecchio teso alla caffettiera e l&#8217;altro al forno, con il piede sullo straccio per i pavimenti, una mano che scrive e l&#8217;altra mano che si fionda a pulire il naso del figliolo <img src='http://www.adriasonline.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  Quando serve siamo multitasking. E&#8217; anche per questo che la rete ci piace e ci immergiamo con gioia in questo serbatoio immenso di conoscenze.</p>
<p>L&#8217;ordine invece, bisogna impararlo. Ognuno a suo modo.<br />
Una buona abitudine che cerco di portare avanti è quella di fare un sunto delle informazioni e delle risorse scoperte al termine di ogni giornata, oppure, quando salvo un link, mi fermo a scegliere con cura le parole da assegnargli come tag.<br />
<strong>Mettere ordine</strong>, lo sa anche la casalinga, è sempre un po&#8217; noioso, ma dopo si riparte più leggeri.</p>
<p><a href="http://www.adriasonline.it/blog/2010/02/la-rete-e-il-pensiero-cio-che-cambia-e-cio-che-resta/">La rete e il pensiero: ciò che cambia e ciò che resta</a> post pubblicato da <a href="http://www.adriasonline.it/blog">Adrias Online Blog</a> protetto da <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">licenza Creative Commons.</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.adriasonline.it/blog/2010/02/la-rete-e-il-pensiero-cio-che-cambia-e-cio-che-resta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Rinnovo e migrazione del proprio sito web</title>
		<link>http://www.adriasonline.it/blog/2010/01/rinnovo-e-migrazione-del-proprio-sito-web/</link>
		<comments>http://www.adriasonline.it/blog/2010/01/rinnovo-e-migrazione-del-proprio-sito-web/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 10:31:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posizionamento Motori di Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Web Consulting]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.adriasonline.it/blog/?p=461</guid>
		<description><![CDATA[
Chi fa business utilizzando il web sa benissimo che dopo un determinato periodo di tempo c&#8217;è la necessità di dover rinnovare il proprio sito web. Questo spesso comporta un trasferimento del sito su un altro server, una miglior sistemazione delle url e l&#8217;implementazione di una grafica più accattivante.
L&#8217;obiettivo di questo post è quello di fornire [...]<p><a href="http://www.adriasonline.it/blog/2010/01/rinnovo-e-migrazione-del-proprio-sito-web/">Rinnovo e migrazione del proprio sito web</a> post pubblicato da <a href="http://www.adriasonline.it/blog">Adrias Online Blog</a> protetto da <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">licenza Creative Commons.</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.adriasonline.it/blog/wp-content/uploads/migrazione.jpg" alt="" /></p>
<p>Chi fa business utilizzando il web sa benissimo che dopo un determinato periodo di tempo c&#8217;è la necessità di dover rinnovare il proprio sito web. Questo spesso comporta un trasferimento del sito su un altro server, una miglior sistemazione delle url e l&#8217;implementazione di una grafica più accattivante.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di questo post è quello di fornire alcuni suggerimenti utili per poter realizzare la &#8220;migrazione&#8221; senza perdere posizioni su Google e sui motori di ricerca, anzi cogliendo l&#8217;occasione per <strong><a title="Ottimizzazione Motori di Ricerca" href="http://www.adriasonline.it/posizionamento-motori-di-ricerca.php" target="_blank">ottimizzare il sito</a> ulteriormente</strong>.</p>
<h3>L&#8217;analisi prima di tutto</h3>
<p>Il processo di analisi e trasferimento lo si può suddividere in alcune distinte fasi, tutte volte a far sì che il <strong>restyling del sito</strong> non produca risultati negativi in termini di posizionamento nelle SERP e dal punto di vista dell&#8217;usabilità per i clienti.</p>
<p>Il primo passo riguarda le pagine del sito che sono state indicizzate da Google.<br />
Utilizzando l&#8217;operatore <em>site:</em> si potranno visualizzare tutte le pagine indicizzate ed avere un idea più precisa di quelle che sono le pagine su cui è necessario concentrarsi.<br />
Di tutte le pagine indicizzate, sicuramente ce ne saranno alcune che meritano più attenzioni di altre e tra queste rientrano le pagine posizionate meglio, le pagine che hanno<strong> link in entrata</strong> e quelle che hanno più visitatori (puoi ricavare questa informazione da <a title="Google Analytics, altri post" href="http://www.adriasonline.it/blog/tag/web-analytics/">Google Analytics</a> ad esempio).</p>
<h3>I Redirect 301</h3>
<p>Per quest&#8217;ultima tipologia di pagine, che approssimativamente possono rappresentare i 3/4 di quelle indicizzate, è opportuno applicare un &#8220;<em>redirect 301</em>&#8220;.<br />
Per realizzarlo correttamente esistono diversi modi e nel caso in cui si disponga di un <strong>server Linux</strong> è possibile farlo anche tramite <em>htaccess</em>. Con i 301 implementati gli utenti ed i motori di ricerca che giungono alle vecchi url, vengono automaticamente reindirizzati alla nuova pagina, trasferendo ad essa tutte le caratteristiche della precedente pagina, come <strong>posizioni e Page Rank</strong>.</p>
<p>Nel caso in cui due <strong>vecchie pagine siano reindirizzate verso un&#8217;unica nuova pagina</strong>, è bene creare due #ancore a fine redirect verso ognuna delle due ancore presenti nella nuova pagina di destinazione.<br />
Se per i redirect viene utilizzato l&#8217;htaccess, è importante selezionare solo <strong>le pagine di maggiore importanza</strong> per evitare di creare un file .htaccess troppo pesante. Questo file di configurazione viene letto ogni volta che il browser richiede al server una pagina, ed è chiaro che un file di dimensioni eccessive potrebbe inficiare sulle prestazioni del sito.</p>
<p>Per le restanti pagine indicizzate si può tranquillamente evitare di realizzare il <strong>redirect 301</strong> ma bisogna comunque realizzare una importante operazione, che eviterà ad una parte di traffico di essere indirizzato ad una pagina di errore completamente bianca. Questo coinciderebbe ad una perdita di fiducia da parte dell&#8217;utente e con un bounce.</p>
<h3>L&#8217;importanza della pagina di errore 404 personalizzata</h3>
<p>Per ovviare a questo problema è consigliabile realizzare una pagina di &#8220;<em>errore 404</em>&#8221; personalizzata, dove venga specificato che la pagina è stata spostata ad un altro indirizzo e dove vengano proposti link alla nuova home e alle sezioni più importanti del sito.</p>
<p>Riguardo alla <strong>pagina 404</strong> è consigliabile anche predisporre la pagina in modo tale che ogni volta che viene richiamata, in automatico riporti su un file .txt tutte le informazioni necessarie a tenere sottocontrollo i referer degli accessi ai vecchi url del sito.<br />
Molti utenti infatti possono avere tra i preferiti il nostro vecchio indirizzo oppure possono esserci vecchi link da vari siti che non sono stati aggiornati, e grazie a questa soluzione potremo ottenere importanti informazioni come l&#8217;indirizzo della pagina richiamata, il referrer o l&#8217;user agent.</p>
<h3>Web Master Central Tool e gli altri strumenti di controllo</h3>
<p>In questa fase, è anche importante consultare il <strong>Web Master Central Tool</strong> di Google, che permette di avere un compendio sulle informazioni sopra citate, che non sempre sono ottenibili in modo esaustivo nei modi elencati.<br />
Inoltre sul <a title="Google Web Master Central Tool" href="https://www.google.com/webmasters/tools/" target="_blank">Web Master Central Tool</a> si hanno indicazioni importanti su da dove vengono linkate le pagine che producono errori 404 e i tempi di scansione di Google, importanti per valutare le prestazioni della nuova grafica.</p>
<p>Una volta effettuati tutte questi passaggi è bene non dimenticare di effettuare un controllo periodico sul posizionamento delle pagine indicizzate, valutando che Google non abbia penalizzato il sito e che non vi sia stata una <strong>diminuzione del Page Rank</strong>.</p>
<p>Tra le operazioni di monitoraggio vi è quella importantissima di controllo dello <strong>status delle pagine indicizzate</strong>, volto ad identificare e verificare che le varie pagine abbiano lo status desiderato, sia esso 200, 301 o 404.<br />
A riguardo mi permetto di consigliarvi un ottimo <a href="http://tools.searchbrain.it/chain-of-fools/" target="_blank">SEO-Tool</a> realizzato da Enrico Altavilla, &#8220;<em>Chain of fools</em>&#8220;, utilissimo per verificare velocemente catene di redirezioni visto che è in grado di controllare anche più URL alla volta.</p>
<p>Foto by <a href="http://www.flickr.com/photos/marcomancini/" target="_blank">Marco Mancini</a></p>
<p><a href="http://www.adriasonline.it/blog/2010/01/rinnovo-e-migrazione-del-proprio-sito-web/">Rinnovo e migrazione del proprio sito web</a> post pubblicato da <a href="http://www.adriasonline.it/blog">Adrias Online Blog</a> protetto da <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">licenza Creative Commons.</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.adriasonline.it/blog/2010/01/rinnovo-e-migrazione-del-proprio-sito-web/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Google Wave, facciamo il punto</title>
		<link>http://www.adriasonline.it/blog/2009/10/google-wave-facciamo-il-punto/</link>
		<comments>http://www.adriasonline.it/blog/2009/10/google-wave-facciamo-il-punto/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 08:12:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Consulting]]></category>
		<category><![CDATA[cos'è google wave]]></category>
		<category><![CDATA[google wave]]></category>
		<category><![CDATA[guida google wave]]></category>
		<category><![CDATA[invito google wave]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.adriasonline.it/blog/?p=245</guid>
		<description><![CDATA[Dal momento in cui Google ha annunciato la sua nuova applicazione, Google Wave, realizzando una presentazione ufficiale con tanto di 80 minuti di video on-line, l&#8217;entusiasmo degli utenti e degli appassionati dell&#8217;azienda di Mountain View è cresciuto in maniera esponenziale ed ogni giorno sono sempre di più coloro che attendono di poter testare personalmente il [...]<p><a href="http://www.adriasonline.it/blog/2009/10/google-wave-facciamo-il-punto/">Google Wave, facciamo il punto</a> post pubblicato da <a href="http://www.adriasonline.it/blog">Adrias Online Blog</a> protetto da <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">licenza Creative Commons.</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal momento in cui Google ha annunciato la sua nuova applicazione, <strong>Google Wave</strong>, realizzando una presentazione ufficiale con tanto di 80 minuti di video on-line, l&#8217;entusiasmo degli utenti e degli appassionati dell&#8217;azienda di Mountain View è cresciuto in maniera esponenziale ed ogni giorno sono sempre di più coloro che attendono di poter testare personalmente il nuovo progetto.</p>
<p><img class="aligncenter" title="Interfaccia di Google Wave" src="http://ec.mashable.com/wp-content/uploads/2009/05/wave-interface.png" alt="" width="488" height="264" /></p>
<h3>Cos&#8217;è Google Wave e a cosa serve?</h3>
<p>Google Wave può essere definito come il servizio di posta elettronica se solo questa fosse stata inventata oggi anzichè 40 anni fa.<br />
Sulla base di questa idea hanno quindi lavorato Rasmussen e gli altri sviluppatori di Google per poter realizzare una applicazione capace di integrare in un<strong> unica piattaforma</strong> tutto il flusso di informazioni di un utente che vengono generate da diverse fonti: chat, posta elettronica, condivisione di foto, video, mappe, documenti, blog, social networking e altro ancora.</p>
<p>L&#8217;innovazione principale di Google Wave è che il flusso di informazioni è gestito come una conversazione in streaming, che oltre ad una gestione temporale della conversazione permette anche il &#8220;<em>Playback</em>&#8220;, ossia muoversi nel tempo ripercorrendo nel dettaglio le varie fasi della conversazione, rendendo possibile così una <strong>facile integrazione</strong> anche agli utenti che si aggiungono in un secondo momento.</p>
<p>Tra le funzionalità più innovative è da includere la possibilità di utilizzare le Api aperte di Google per <strong>includere Wave in altri blog</strong> o siti o costruire applicazioni personalizzate in grado di interagire con l&#8217;applicazione. Le conversazioni contenute in un onda potranno quindi apparire sul blog stesso e viceversa ma oltre a ciò sarà possibile anche inglobare strumenti per gli updates e le ricerche su Twitter in modo tale da andarsi a creare un <strong>profilo unico</strong> per i diversi social network.</p>
<h3>Quando sarà reso disponibile Google Wave per tutti gli utenti?</h3>
<p>Ancora non è stata resa nota una data ben definita, ma gli sviluppatori di Google hanno assicurato che <strong>entro la fine del 2009</strong> l&#8217;applicazione dovrebbe essere disponibile per tutti.<br />
A partire da settembre 2009 Google ha messo a disposizione 100.000 inviti per concedere, a chi ne facesse richiesta, l&#8217;accesso alla<strong> versione Beta di Google Wave</strong> per poterla così testare e fornire importantissimi feedback agli sviluppatori di Google.</p>
<p>Moltissimi utenti del web (me compreso) hanno cercato in tutte le maniere di riuscire ad ottenere un invito per poter testare in anteprima Google Wave, tanto che ogni giorno si susseguono infiniti commenti a riguardo su tutti i principali social network, primo tra tutti Twitter.</p>
<h3>Come chiedere un invito per Google Wave Beta?</h3>
<p>Ricercando su search.twitter.com &#8220;<em>-RT (Google AND Wave)</em>&#8221; o semplicemente <em>#GoogleWave</em> o <em>#GoogleWaveInvite</em>, vi è la possibilità di notare il volume di interesse che ruota intorno al nuovo prodotto, tra chi cerca di capire meglio le sue funzionalità e chi è alla ricerca disperata di uno dei tanto ambiti inviti.</p>
<p>Inoltre vi sono diversi modi &#8220;ufficiali&#8221; per poterlo ricercare e richiedere, tra cui il forum di richiesta ufficiale di <a href="https://services.google.com/fb/forms/wavesignup/" target="_blank">Google Wave</a>, la sezione dedicata di <a href="https://services.google.com/fb/forms/waveforapps/" target="_blank">Google Apps</a> e attraverso il sito dedicato <a href="http://googlewaveinvites.com/invite/getInvites.php" target="_blank">Google Wave Invites</a>.<br />
Il mio consiglio è quello di utilizzare gli strumenti ufficiali e tenere conto che essendo una versione beta e quindi un test in tutto e per tutto se sei sviluppatore, o comunque sostieni di aiutare i google boys in fase di debug, avrai sicuramente qualche chanches in più per ottenere l&#8217;accesso all&#8217;utilizzo del beta.</p>
<p>Per chi fosse interessato comunque, questi sono sicuramente i mezzi più semplici e sicuramente meno dispendisi per richiedere l&#8217;invito, visto che sono presenti anche aste su eBay che arrivano a vendere l&#8217;invito per più di 70 dollari.</p>
<h3>Reazioni e volumi di interesse</h3>
<p>Per avere un idea più completa di quanto<strong> Google Wave</strong> stia attirando l&#8217;attenzione del popolo di internet, si può dare un occhiata ai volumi di ricerce relativi alla keyword &#8220;google wave&#8221; negli ultimi 5 mesi.</p>
<p>Subito si noteranno, a livello mondiale, due picchi nelle <a href="http://www.google.com/insights/search/?hl=it#cat=13&amp;q=google%20wave&amp;date=5%2F2009%206m&amp;cmpt=date" target="_blank">ricerche</a> in corrispondenza dell&#8217;inizio di giugno 2009 e nell&#8217;ultima settimana di settembre 2009, ovvero i periodi in cui è stato reso noto la nuova applicazione ed il momento in cui è stato resa nota la disponibilità dei 100.000 inviti per la versione beta.</p>
<p><a href="http://www.adriasonline.it/blog/2009/10/google-wave-facciamo-il-punto/">Google Wave, facciamo il punto</a> post pubblicato da <a href="http://www.adriasonline.it/blog">Adrias Online Blog</a> protetto da <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">licenza Creative Commons.</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.adriasonline.it/blog/2009/10/google-wave-facciamo-il-punto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mappe mentali: quando usarle e perche&#8217;</title>
		<link>http://www.adriasonline.it/blog/2009/09/mappe-mentali-quando-usarle-e-perche/</link>
		<comments>http://www.adriasonline.it/blog/2009/09/mappe-mentali-quando-usarle-e-perche/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 08:23:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Consulting]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.adriasonline.it/blog/?p=160</guid>
		<description><![CDATA[
Cos&#8217;è una mappa mentale
La mappa mentale nasce per rappresentare in forma grafica il pensiero, le informazioni e le conoscenze. E&#8217; uno strumento utile per organizzare idee e progetti, per stimolare la creatività, memorizzare e prendere appunti.
La mappa mentale si sviluppa su uno spazio orizzontale e seguendo una logica radiale: si parte da un centro (il [...]<p><a href="http://www.adriasonline.it/blog/2009/09/mappe-mentali-quando-usarle-e-perche/">Mappe mentali: quando usarle e perche&#8217;</a> post pubblicato da <a href="http://www.adriasonline.it/blog">Adrias Online Blog</a> protetto da <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">licenza Creative Commons.</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="Colori radiali" src="http://www.publicdomainpictures.net/pictures/2000/nahled/1-12313172492sOG.jpg" alt="" width="502" height="334" /></p>
<h3>Cos&#8217;è una mappa mentale</h3>
<p>La mappa mentale nasce per rappresentare in forma grafica il pensiero, le informazioni e le conoscenze. E&#8217; uno strumento utile per <strong>organizzare idee e progetti</strong>, per stimolare la creatività, memorizzare e prendere appunti.</p>
<p>La mappa mentale si sviluppa su uno <strong>spazio orizzontale</strong> e seguendo una <strong>logica radiale</strong>: si parte da un centro (il nome dell&#8217;argomento, del progetto o un immagine che lo rappresenta) da cui far partire i rami contenenti le parole chiave che sintetizzano i sottoargomenti.</p>
<p>Ogni argomento può essere sviscerato secondo una logica gerarchica (dal ramo più grande a quelli più piccoli) e associativa (collegamenti trasversali).</p>
<p>Il vantaggio principale della mappa mentale è la capacità di offrire una <strong>visione d&#8217;insieme dell&#8217;argomento</strong>: grazie al foglio orizzontale abbiamo tutto davanti agli occhi, senza dover scorrere lo sguardo dall&#8217;alto in basso come quando leggiamo un testo lineare.</p>
<p>La struttura della mappa mentale è per sua natura <strong>dinamica</strong>. Vi è un punto di partenza preciso, centrale, che si apre a tutte le direzioni e il cervello è libero di associare idee ed elaborare pensieri correndo da un ramo all&#8217;altro, mantenendo sempre il controllo del quadro generale. Al sopraggiungere di ulteriori spunti basta inserire altre diramazioni con relative parole chiave, una per ramo, affinché ognuna possa sprigionare nuove idee a sua volta.</p>
<p>La mappa mentale è ricca di <strong>colori, immagini, simboli, codici</strong>, e proprio per questo stimola tutte le potenzialità creative dell&#8217;emisfero destro del cervello.</p>
<p>Ai tempi dell&#8217;overflow information le mappe mentali rappresentano un ottimo supporto per  gestire e catalogare la grande quantità di informazioni di cui disponiamo. Ogni volta che fissiamo e organizziamo dei concetti, possiamo passare con più agilità da un argomento all&#8217;altro, senza mai perdere il filo del labirinto.</p>
<h3>Mappe mentali fatte a mano</h3>
<p>La mia maestra di matematica delle elementari consentiva l&#8217;uso della calcolatrice solo nel momento in cui fosse certa che sapessimo svolgere gli esercizi con la nostra mente. Prima si acquisisce il metodo, poi si usa lo strumento; era la regola che garantiva di sapere cosa stessimo facendo e perché.</p>
<p>Le mie prime mappe mentali le ho realizzate a mano, con foglio, matita e pastelli colorati. Solo in seguito sono diventate digitali.</p>
<p>Il mio consiglio è questo: se non hai  dimestichezza con le mappe mentali, prima di buttarti a capofitto nell&#8217;uso di un software, prenditi un po&#8217; di tempo per capirne la logica disegnandole a mano.</p>
<p>Guardare il foglio di carta bianca rilassa la mente e la libera dai vincoli. L&#8217;uso di pastelli e pennarelli colorati fa tornare un po&#8217; bambini, ma oltre al puro piacere di &#8220;scarabocchiare&#8221;, la manualità e l&#8217;uso dei colori scatenano l&#8217;immaginazione e l&#8217;intuizione raccogliendo gli stimoli sensoriali della vista e del tatto.</p>
<p>Per <strong>realizzare le prime mappe</strong> può esserti utile provare a schematizzare un testo o il contenuto di un libro che hai letto di recente (o in corso di lettura), un progetto concluso o il progetto a cui stai lavorando. Suggerisco anche di copiare le mappe dei mind mappers che si trovano in rete arricchendole con i tuoi  pensieri ed idee.</p>
<h3>Quando usare le mappe manuali</h3>
<p>La mappa mentale fatta a mano è utile sopratutto in alcune situazioni, ad esempio <strong>per prendere appunti </strong>durante riunioni, convegni, seminari.<br />
Segnare i concetti chiave in modo radiale consente di saltare da un punto all&#8217;altro del foglio e di integrarli brevi cenni personali. La mappa favorisce l&#8217;apprendimento e la memorizzazione ed in seguito è anche bella da sfogliare per ritrovare i punti salienti dell&#8217;intervento.</p>
<p>La mappa manuale è utile per <strong>schizzare le prime idee di un progetto</strong>, per organizzare le attività giornaliere (io le uso molto per fissare i punti chiave di ogni nuova campagna PPC), per preparare la <strong>scaletta di una presentazione o di un testo</strong> (come ad esempio ha fatto Luisa Carrada  per scrivere una <a title="Mappa mentale per testo di presentazione" href="http://mestierediscrivere.splinder.com/post/20478698/Sul+tappeto+volante"> presentazione aziendale</a>).<br />
La  mappa mentale allunga la fase iniziale di progettazione, ma rende più scorrevole  la fase di stesura.</p>
<p>La mappa manuale è utile anche durante i <strong>braistorming</strong>, i briefing aziendali e tutte quelle situazioni in cui si buttano fuori idee e si raccolgono i contributi dei  partecipanti.</p>
<p>Se vuoi  saperne di più sulle mappe mentali disegnate a mano ti rimando al <a title="Mappe Mentali Blog" href="http://mappementaliblog.blogspot.com/">blog di Roberta Buzzacchino</a>.</p>
<h3>Dalla mappa manuale al software</h3>
<p>Esistono diversi software e servizi gratuiti online per realizzare mappe mentali digitali, per salvarle ed esportarle in vari formati. In questo post non recensirò i software più usati né darò consigli sui miei preferiti, mi soffermerò invece sul quando è necessario utilizzarli.</p>
<p>La mappa mentale digitale ha il grande vantaggio di essere chiara, ben leggibile da tutti, ordinata, pulita. E&#8217; preferibile ogni qualvolta si deve realizzare una mappa mentale da mostrare e condividere con altre persone.<br />
Ad esempio la mappa finale di un progetto, le fasi di un processo, le attività da svolgere nel lungo periodo. Ma è ottima anche per argomenti potenzialmente infiniti, dove siamo sempre in tempo ad aggiungere un nuovo ramo e a spostare i precedenti per creare spazio e allargare la mappa.<br />
La mappa digitale è ottima per condividere conoscenze e per <strong>progetti collaborativi a distanza</strong>. E&#8217; bella da pubblicare online ed è professionale quando viene allegata come sintesi a testi lineari.</p>
<h3>Tutti i possibili usi delle mappe mentali</h3>
<p>In questo post ho citato solo alcuni degli utilizzi possibili delle mappe mentali, ma se vuoi saperne di più, ti lascio con i <a title="100 reasons to mind map" href="http://www.mindmapinspiration.com/100-reasons-to-mind-map-paul-foreman/">100 modi di usare le mappe mentali</a> di Paul Foreman.</p>
<p>ps: ovviamente anche il post che hai appena  letto è stato preparato con il supporto di una mappa mentale <img src='http://www.adriasonline.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.adriasonline.it/blog/2009/09/mappe-mentali-quando-usarle-e-perche/">Mappe mentali: quando usarle e perche&#8217;</a> post pubblicato da <a href="http://www.adriasonline.it/blog">Adrias Online Blog</a> protetto da <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">licenza Creative Commons.</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.adriasonline.it/blog/2009/09/mappe-mentali-quando-usarle-e-perche/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
