Google Analytics, cominciare con il piede giusto 1/2

E’ di questi giorni la notizia che la nuova release di Google Analytics (GA 4), sarà quella della svolta. La piattaforma di web analysis gratuita di Google, grazie a nuove funzioni, sarà competitiva anche con i tools più blasonati e a pagamento.
Sono già online diversi articoli che riepilogano le nuove funzioni di Google Analytics 4, non mi dilungherò.
Già adesso Google Analytics è un buon prodotto ed è un’ottimo inizio per chi vuole cominciare a comprendere seriamente il proprio traffico online.
In questo post troverai alcuni consigli per cominciare la tua esperienza con Google Analytics con il piede giusto, sappi ad ogni modo che le potenzialità di questo strumento sono tantissime e molto avanzate.
Perchè un post su Google Analytics?
E’ mia convinzione che uno strumento del genere aiuti a capire la qualità del traffico che ti portano i tuoi investimenti pubblicitari online, in una parola il ROI.
Scrivendo questo post ho cercato di essere molto sintetico, volevo davvero accompagnarti solo nel primo passo, che spesso è quello decisivo. Ho pensato infine di soffermarmi di più su certi aspetti e di demandare ad un nuovo post altre tematiche meritevoli di uno spazio adeguato.
In un futuro secondo post (”Google Analytics, cominciare con il piede giusto 2/2″) parlerò di Analytics e network di siti SEO, di alcuni filtri basilari e delle controindicazioni a Google Analytics.
Ti serve un account Google
La prima cosa da fare per poter utilizzare Google Analytics, è dotarti di un account Google. Se possiedi un account di posta Gmail hai già tutto quello che ti serve.
Altrimenti puoi registrare qui il tuo account Google; basta compilare il modulo e indicare il tuo attuale indirizzo e-mail. Dopo aver completato la richiesta riceverai un’email all’indirizzo indicato dove ti verrà chiesto di cliccare sul link di attivazione del servizio. Poi potrai accedere a Google Analytics.
Attenzione, c’è un codice da inserire
Gli strumenti per le statistiche web, quelli che alcuni chiamano contatori, si suddividono principalmente in 2 categorie. Quelli che estrapolano dati dai log file del server su cui risiede il sito e quelli che richiedono l’installazione di un codice JavaScript.
Google Analytics rientra nella seconda categoria, per cui se vuoi cominciare a monitorare il tuo sito mediante questo sofisticato strumento, dovrai disporre come minimo di un accesso FTP al tuo sito.
Google Analytics funziona solo su quelle pagine che contengono il codice di monitoraggio fornito da Google al momento della registrazione al servizio. Di conseguenza il codice deve essere posto in ogni pagina, manualmente o meglio ancora mediante inclusioni, magari nell’include footer.inc.php se ne hai uno.
I vantaggi di un tag-based software come Google Analytics
Come detto sopra, Google Analytics funziona solo dopo aver inserito nelle pagine del tuo sito un tag javascript. Questo comporta dei vantaggi e degli svantaggi.
Lo svantaggio principale è che, per rilevare dati Google Analytics ha bisogno che il suo codice venga lanciato da un Browser, quindi genericamente possiamo dire che è in grado di rilevare solo visite fatte tramite Firefox o Internet Explorer.
Questo comporta che un tool di Web Analysis tag-based non è in grado di rilevare e segnalare il passaggio di uno spider, che notoriamente scarica pagine piuttosto che navigarle. Gli spider sono visibilissimi invece tramite i file di log del server.
Un vantaggio di questo approccio tag-oriented è che le informazioni sul browser, sul sistema operativo e sulla risoluzione dello schermo degli utenti vengono rilevate senza dificoltà.
Dove mettere il codice
Il posto più indicato per inserire il codice di Google Analytics è immediatamente prima della chiusura del tag BODY. Questo principalmente per 2 motivi.
Gli elementi di una pagina web vengono caricati dal browser in base all’ordinamento in cui si trovano, dall’alto verso il basso.
Il primo motivo per cui è buona cosa mettere il codice nel footer, è che se il tuo sito riceve molte visite e tieni il codice di monitoraggio ad inizio pagina, gli utenti si mettereanno in coda per scaricare il javascript dell’analytics e dovranno aspettare qualche secondo in più per i contenuti veri e propri.
In pratica i tuoi utenti si troveranno davanti una pagina bianca per qualche secondo.
Il scondo motivo è che posizionando il codice nella parte top del sito rischi di avere dei dati statistici falsati in eccesso. Considereresti mai come visita vera e propria chi carica solo la testata del tuo sito e poi se ne va? Io no.
Sistemare il codice di monitoraggio di un sito in una posizoione elevata, per i siti particolarmente pesanti, può incidere verosimilemnte del 15/20 % in eccesso sulle statistiche. Ovvero porterebbe a considerare per reali un certo numero di visite che in realtà non hanno visualizzato nemmeno i contenuti della pagina.
Nel caso in cui dovessi rendere conto a terzi delle statistiche del tuo sito, forniresti dei dati poco attendibili.
Dei due approcci è meglio secegliere l’usabilità, rendere migliore la user experience, rinunciare a qualche numero poco significativo (anzi fuorviante) e sistemare il codice nel bottom.
Il discorso cambia completamente se il sito da tracciare tramite Analytics vive (in termini di traffico) esclusivamente di campagne di advertising. In questo caso il codice va messo in alto, visto che alcuni dati potrebbero essere persi. Ad esempio un utente che sa già cosa cercare e clicca immediatamente su una delle voci del menù, prima che l’eventuale codice di tracking posto a fine pagina possa caricarsi, rappresenta un dato mancato.
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